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carbonico, passando per le miniere di questo metallo. Que-ste acque sarebbero assai nocive alle piante, che venisse-ro da esse innaffiate, e darebbero un cattivo sapore ailegumi cotti nelle medesime; ma al gusto loro, ed allaruggine, che si depone nei loro canali facilmente si puòriconoscerla. Sono però utilissime in certe malattie degliuomini e degli animali, se si tratta di ravvivare 1’ azionedei vasi troppo allentati. ( B. )
ACQUE ALLE GAMBE. Malattia cutanea, alla qualesoggetti vanno i giovani cavalli, che non vi sono ancorapurgati, o purgati soltanto imperfettamente, come anchei cavalli di qualunque età, che sono pesanti, con i gar-retti pieni e tumidi, con le gambe cariche di pelo, staliallevati in terreni grassi e pantanosi, ec.
Questa malattia si sviluppa in un umore fetido, ed inuna specie di marcia, che senza esulcerare le parti, tra-pela per i porri cutanei. Essa comincia dall’ attaccarsi al-le pastoje, specialmente alle deretane ; ma a misura cheil male progredisce, si diffonde, ascende fino alla giuntu-ra, ed anche fino a mezzo lo stinco ; la pelle allora di-venta morta, biancastra, si stacca facilmente a pezzi, edil male produce 1’ enfiagione totale dell’ estremità intacca-ta. L’ animale zoppica, ed alle volte il legame dell’ un-ghia e della corona al sito del tallone resta in certo mo-do distrutto.
In caso tale bisogna praticare all’animale un piccolo sa-lasso alla jugulare, ed insinuargli nella sera stessa del sa-lasso un lavativo emolliente, onde disporlo ad una bibitapurgante, che gli verrà data nella mattina seguente, e nel-la quale si avrà la cura di far entrare 1’ aquila alba, odil mercurio dolce.
Molto può anche giovare in casi simili un decotto dilegni medici : si fa bollire per esempio ih quattro pinlecirca d’acqua della salsapariglia, del sassofrasso, del guaja-co, tre once per sorte, fino che questa bollitura sia ridot-ta alla metà ; questa decozione passata, ed aggiuntevi dueonce di crocus metallorum., si scuote ed agita, si bagnala crusca, clic si porge la mattina all’ animale con unmezzo fiasco di questa decozione: la crusca vien data inuna maggiore o minore quantità, secondo lo stato dell’ am-malato. La polvere di vipera intiera diseccata, e mesco-lata quotidianamente nella crnsca, produce del pari unbuonissimo effetto.