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Tomo I.
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I IO

A. C O

di larve, sia in quello di completi insetti, a danno del-le foglie delle piante, delle quali anzi alcune non sonoche troppo celebri nei paesi caldi, ove sotto l’improprionome di cavallette divorano spesso tutta la verdura, edove si trovano in tanto numero, che la sola putrefazionedei loro corpi basta per impestare 1’ aria.

Il corpo degli acridj è allungato e compresso : la lorotesta è quasi parallelopipedica, e porta delle antenne fili-formi più corte del loro corpo, ciò che specialmente lidistingue dalle cavallette, che le hanno setacee, e più lun-ghe del corpo; il ventre compresso e non mai terminatocon una prolungazione mucronata, come le cavallette; lezampe posteriori lunghe, con le cosipe molto enfiate escanelate obliquamente.

Questi insetti sono lenti nel camminare, ma agili nelsaltare, e più ancora nel volare. Non vi è abitante alcu-no nelle nostre campagne, che non abbia le mille volteveduto fuggire al suo aspetto le piccole specie di taliinsetti, che si trovano nella Francia settentrionale, e quel-li delle parti meridionali dell’Europa ne conoscono tuttele specie grandi. Vi sono perfino dei documenti storici,attestanti, che queste ultime comparvero alle volte in Fran-cia in tanta quantità come in Asia ed in Africa ; che illoro volo cioè oscurava il sole, e che bastava ad esse unanotte sola, per rendere un distretto tanto spoglio d’ ogniverdura, come nel cuore dell’ inverno.

La maggior parte degli acridj fa sentire uno strepitodiscretamente forte, come le cavallette ed i veri grilli ;ma questo strepito è prodotto da organi diversi, dallaconfricazione cioè delle cosce posteriori sopra un tambu-ro ovale, collocato ad ambi i lati dell’altezza del ventre:il tamburo non è formato completamente che nei maschj.Tali insetti passano due terzi della loro, vita nello statodi larve, e vivono tutto al più per sei mesi ; del re-sto queste larve non differiscono dagl’ insetti perfetti, cheper la mancanza delle ale, del tamburo, e degli organidella generazione. I maschj muojono immediatamente do-po d’ essersi accoppiati, e le femmine deposti appena iloro ovi ; questi ovi conservati nella terra in autunno,producono i piccoli in primavera, quando le piante han-no gettato abbastanza per somministrar loro de) nutri-mento ; essi cominciano però a rendersi rimarcabili sol-tanto alla metà dell’ estate.