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Tomo I.
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In Francia egualmente die in Asia ed in Africa lamaggior quantità di questi acridj si trova nei luoghi piùasciutti anzi aridi, fra le sabbie più infeconde ; io stessone vidi spesso anche nei contorni di Parigi , specialmentenelle pianure dette des Sablons, di Genevillers, ed a Fon-taincbleau in tanto gran numero, che fuggendo al mioavvicinarmi, quando io attraversavo le luzerne, rassomi-gliavano ad una gragnuola caduta dal cielo; e non netrovai di più nelle parti meridionali della Francia , in I-spagna, in Italia , quantunque ivi ne esista una grande ab-bondanza. Questi insetti devastatori fanno da per tuttograndissimi guasti, ma tali guasti sono generalmente pocoosservali in Francia , perchè si estendono soltanto sullepiante di pastura, e non hanno ordinariamente luogo, chealla fine dell’ estate, all’ epoca cioè in cui si sono già rac-colti tutti i fieni, tanto più che le specie di simili insettiindigene alle nostre contrade non sono delle più grosse.I coltivatori dunque dei paesi caldi, dei paesi abitati dal-le specie grandi sentir devono 1’ interesse d’ imparare imodi da liberarsene. Vi sarà chi domanderà quali sianoquesti mezzi, e noi risponderemo, che non ve n’ e alcu-no ; imperciocché non si chiama liberare un paese daltimore delle specie grandi, coll’ucciderne qualche miglia-io, col bruciarne qualche milione, dando il fuoco alle er-be : ne fu proposto, è vero, qualche altro mezzo, ma tuttisono insufficienti. L’ istoria c’ insegna, che queste grandispecie furono per lungo tempo un flagello, e le cognizio-tni nostre attuali ci avvertono, che lo saranno sempre,finché esisteranno dei deserti, delle terre incolte; mentreil maggiore loro nemico è 1’ aratro, il quale ne sprofon-da tanto gli ovi nel terreno, che i piccoli nati uscir nonpossono alla superficie.

Questi insetti hanno anche dei nemici, e molti; ma laloro riproduzione è sempre più considerabile della lo-ro distruzione. Vi sono dei quadrupedi, degli uccelli, deipesci, e d’ altri insetti, che loro fanno continuamente laguerra, per nutrirsi di essi : i galli d’India li ricercanocon avidità, e si fa bene di condurli nei campi, che neabbondano, quando si vuole soltanto mantenerli in vita,mentre per ingrassarli questo cibo non vale assolutamen-te niente. Anche le galline ne sono ghiotte, ma bisognaallontanarle da tale alimento, specialmente quando fannole ova, perchè allora le ova stesse acquistano un colore-