Band 
Tomo I.
Seite
115
JPEG-Download
 

ADO 115

comprende da trenta specie, di cui una sola appartieneall’Europa , ed è al caso di venir qui citata, a motivodell’ uso die si può fame nei giardini paesisti. Quest’ è1’ Adianto di Montpellier , i di cui steli hanno un piedecirca d’altezza; le foglie decomposte; le foglioline alter-ne, pedicolari, cuniformi e dentate. Esso è vivace, cresce 1nelle parti meridionali dell’Europa , sugli scoglj umidi edombreggiali, e tollera molto bene gl’inverni del clima di'Parigi . Quest’ è una pianta elegantissima, che produce uneffetto bellissimo sulle rupi, dietro i fabbricati dei giar-dini paesisti. Dopo d’ essere stata piantala non domandapiù vermi’ altra cura, ed in medicina se ne fa un usofrequente sotto il nome di capillare dì Montpellier . FediCapillare.

ADONIDE, Fiop. d’Adone , Adonis. Genere di piantedella poliandria poliginia, e della famìglia delle rannneo-lacee, che comprende varie specie, le quali conosciuteesser devono dai coltivatori, perchè nascono nelle case,e coltivale sono nei giardini, da esse ornali con la deli-catezza delle loro foglie, .e la vivacità dei loro bori.

In Francia si conoscono tre specie d’ Adonidi, che sichiamano di Primavera, d’ Estate, e d’ Autunno, a mo-tivo dell’epoca del loro fiorire; i botanici però riguarda-no queste come varietà, benché differenti esse siano peril numero dei loro petali, essendone di dodici, di otto, edi cinque. Queste sono delle piante annuali, alte più d’ unpiede, con foglie pinate, di cui le foglioline sono linea-ri, e con fiori d’ un rosso cremisi, riuniti in piccoli maz-zetti all’ estremità degli steli. Non pare, eh’ esse nuocanoessenzialmente alle granaglie, benché crescano spesso fraloro in grand’ abbondanza ; ma ciò non ostante un buonagronomo non deve soffrirle, come qualunque altra pian-ta eterogenea, e facile gli sarà il disfarsene con un’esattavagliatura, c coll’ alternare le coltivazioni. Se esse fosse-ro vivaci, diverrebbero senza dubbio uno degli ornamen-ti dei nostri giardini ; ma quantunque si raddoppino fa-cilmente, non si ha mai la certezza di ottenere nell’ an-no susseguente le varietà stesse del precedente. Bisognaseminarle stabili ed in cesti al principio della primavera,perchè temono d’ essere trapiantate, e producono un e fi-fello tanto maggiore, quanto sono più riunite. Preferisco-no una terra arida e sabbioniccia, ma si adattano anchea qualunque terreno. ( B. )