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sì può credere, che 1’ osso del piede sia fratturato: que-st’ osso sì spezza per lo più in due parti.
Questa specie di frattura è curabilissima. L’osso delpiede essendo rinchiuso nello zoccolo, e non avendo cheun piccolo movimento sulla suola carnosa, essendo anched’ altronde incastrato fra la carne scanalata, e la suolacarnosa, non bisogna sorprendersi, che le due parti diquest’ osso si riuniscano, e si saldino assieme. Noi propo-niamo, secondo il sig. La Fosse, di dissolare il cavallo,e di curarlo nel modo stesso, come indicalo da noi ven-ne per la Dissolattjra ( vedi questo vocabolo ), lasciandoloin riposo nella scuderia per sei settimane, ove sarà te-nuto all’ acqua bianca, alla crusca, ed alla paglia, comesuo unico nutrimento, sempre però dopo d’ avergli pra-ticato un salasse alla vena jugulare.
Per riguardo alla frattura della gamba d’ un montone,inutile si rende il prendere tutte le precauzioni da noiproposte per il bue e per il cavallo. Basterà 1’ abbattere1’ animale, per ridurre le parti fratturate} d’applicare al-le parti laterali della frattura dei pezzi di legno dellalunghezza e larghezza dell’osso, della grossezza d’una li-nea ; di riempiere l’intervallo di queste assicelle con del-le stoppe inzuppate nell’ acquavite} d’ assicurare il tuttocon una fascia circolare ; di bagnare di dodici in dodiciore la parte ammalata col vino tepido ; di non allentarela fascia circolale, se non quando 1’ infiammazione sem-bra essere considerabile, e quando la parte situala al disopra della fasciatura sì mostra estremamente tumefatta}di dare pochissimo alimento all’ animale negli otto primigiorni; di praticargli un salasso alla vena mascellare, seavesse molto sofferto, e se la gamba è minacciata di unaviva infiammazione; di non disfare la fasciatura che do-po venti, o venticinque giorni, se il montone è giovine,c dopo sei settimane, se il montone è vecchio; di ridur-re le schegge, se la frattura è composta; di levar quelle,che non si possono ridurre, se la frattura è complicata ;di stringere fortemente tutti i pezzi separati dell’ osso; ditenere assicurate le schegge superiormente ed inferiormentecon due fasce circolari, di modo che vi resti un sufficienteintervallo, onde poter medicate la piaga o l’ulcera senzascomporre le toppe; di lasciare finalmente l’animale tran-quillo in una scuderia netta e ben ventilata. Lo stesso sidica per la frattura della gamba del cane. (R.)