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Tomo XI.
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Bisogna anche guardarsi dall’ ammonticchiare i frulliin ceste troppo grandi, sotto pretesto che abbiano biso-gno di rasciugarsi e di fermentare; sarà meglio in veceil distenderli separati, perchè rotolando gli uni sopra glialtri si strofinano, e non tardano ad acquistare un’am-maccatura, un punto cioè d’assai prossima putrefazione;se furono colti umidi, sarà bene d’ esporli al sole pertutta una giornata, e di non racchiuderli alla mattina, senon dopo che hanno perduto quella specie di principiovolatile vivificante, il quale dà il compimento alla loromaturità. Non si devono nemmeno rasciugare, perchè laloro superficie sembra essere coperta d’ una lanugine, checostituisce ciò che si chiama il fiore; e questa lanugine,di natura gommosa, giunta a diseccarsi insensibilmente,fa le funzioni di vernice, tura i pori, impedisce la co-municazione dell’ aria, e 1’ evaporazione dell’ umidità in-terna.

Volendo prolungare il godimento del frutto specialmen-te d’ estate, la di cui durata è passeggierà, bisogna noncogliere nè trasportare alla dispensa, ove la maturità sieffettua speditamente, se non che il frutto necessario alconsumo di pochi giorni, perchè quello che resta sull’ al-bero si matura più lentamente, e staccandonelo soltantodi mano in mano che lo richiede il bisogno, se ne pro-lunga F uso d’ un mese e più. Confessare nondimeno con-viene, che se i frutti portano seco un principio di pu-trefazione, per quanto ben disposto sia il locale destinatoa riceverli, in vano si tenterebbe di conservarli. Si sonoveduti dei frutti disposti nella dispensa sanissimi, che nontardarono molto ad essere intaccati dai vermi, perchè vi-cino ad essi se ne trovavano d’ altri bacati.

Il governo dei frutti spelta particolarmente alla padro-na di casa ; ma, come 1’ abbiamo fatto di già osservare,i primaliccj di nessun genere non figurano mai sul descodel fittajuolo ; sdegna egli generalmente quella nomencla-tura di tanti differenti frutti; affezionato alle specie mi-gliori, deve con quelle popolare il suo verziere, e limitarele sue cure a perfezionarle ; che se nelle campagne s’in-contrano tanti frutti cattivi, ciò accade, perchè i villicipiù avidi della quantità, che della qualità, sacrificano spesso1’ una e 1’ altra, e prodigalizzano le loro cure a queglialberi soltanto, che danno più costanti e più abbondantiprodotti, qualunque ne sia il merito.