operazione sia sempre nociva alle piante. Ottima saràquindi la precauzione d’ indossare queste coperte, piùtardi che mai si può, e di non levarle, se non quandonon resta più assolutamente nessun timore di sopravve-nienti gelate, e scegliendo per levarle un tempo blandoe coperto ; imperciocché il sole, o semplicemente ancheun’ aria asciutta, piombando improvvisamente sui pianto-ni resi molli dall’umidità, e dalla privazione della luce,potrebbe ucciderli istantaneamente, o per lo meno pre-giudicare il loro stelo in modo, da renderne il dannosensibile per tutto il tempo della loro vita.
Succede anche spesso, che i coltivatori vanno a soffri-re delle gelate sollecite in autunno, e tardive in prima-vera, le quali recano loro delle gravi perdite
Quando nel clima di Parigi le gelate d’ autunno arri-vano in settembre, trovano esse i getti d’ agosto ancorateneri, e li fanno perire. Da ciò risulta, oltre alla perditadei rami, che paralizzato resta quel sugo, il quale som-ministrare dovrebbe le foglie in tutto il resto della sta-gione, per fortificare le radici, e che queste radici nondanno per conseguenza nella successiva primavera chedei getti assai deboli. Se si tratta dunque di piantonigiovani, meglio sarà il più delle volte il tagliarli a rasoterra, di quello che lasciarli con una testa mutilata. Sele gelate medesime arrivauo più tardi, per esempio allametà d’ ottobre, non ngiscono esse più sul legno giovine,ma accelerano la caduta delle foglie, ed allora la causamedesima produce pure un male, ma un male più lieve.
Le gelale tardive di primavera sono nel clima di Pa-rigi più frequenti, che le sollecite d’autunno; ma sonoesse anco meno dannose per gli alberi ed arbusti fattigià grandi. Producono esse nondimeno sempre un inde-bolimento nella forza vegetativa, un ritardo nella vege-tazione, e deformi ne rendono le teste. Il maggior male,che cagionano queste gelale, colpisce le semine, mentreperire esse le fanno non di rado in una notte, siano onon siano spuntate. Quelle sentine dunque, che devonoesser fatte per tempo, salvare non si possono altrimenti,che con i pagliaccj, con le campane, con i tela} vetriatio non vetriati; quelle poi, che non domandano tantapremura, ottimo sarà il ritardarle, quanto è più possi-bile, nella sicurezza di trarne quasi sempre un vantag-gio. (B. )