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sei pollici almeno; dieci o dodici pollici poi lasciano unospàzio il più sufficiente. ]
Si spinse il rigorismo fino al segno di fissare la quan-tità delle semenze da spargersi sopra una data estensio-ne. Semina in file bene spazieggiale, semina fitto, e saratsempre in tempo di levarne i piedi soprannumerarj. Nonsi tratta però di portare le cose agli estremi: un semevicino all’ altro basta ; e se ci fosse la sicurezza di vede-re spuntare, e riuscir bene ogni semenza, allora io direi:riponi le semenze alla rispettiva disianza d’un pollice,perché questo è lo spazio da lasciarsi fra i piedi. Questadistanza è poco osservata dai coltivatori di piantonaje :essi conservano lutto ciò, che spunta, e tutto per conse-guenza languisce ; ogni piede tallisce, si allunga senzaacquistare la competente sua consistenza, specialmente seil seme fu sparso a mano volante, ovvero in file fra lo-ro troppo vicine.
Due specie vi sono di sarchiature essenziali; la primaè quella dei piantoni soprannumerarj, e la seconda quelladelle erbe cattive, a misura che vanno vegetando : nellaprima sarchiatura, la mano sinistra, con le dita distesefra i giovani piantoni, serve a sostenere la terra verso ipiantoni, che si lasciano al posto, e la destra serve astrappare i piantoni soprannumerarj. Questa sarchiaturavuol esser fatta a varie riprese, alquanto distanti le unedalle altre ; cominciare si deve dai sili più folti, e dira-dare successivamente, fmtanto che vi resti il piede mi-gliore, e separato resti dal suo vicino alla distanza d’ unpollice. Dopo ogni sarchiatura sarà buono un annaffia-mento, che valga a comprimere alquanto la terra versole radici.
Inutile poi si rende il raccomandare la sarchiaturadell’erbe parassite: lutti sanno, che questa dev’essere re-plicata secondo i bisogni, e che una pianta giovine, ladi cui vegetazione è più lenta che quella della piantavicina, resta necessariamente soffocata da essa.
Levata è Piantagione della semina.
Apre, il coltivatore un rigagnolo della larghezza d’ unferro da vanga in uno dei canti del terreno, ove fu fattala semina, e di mano in mano non iscava già, ma strap-pa i giovani piantoni: questo metodo di lavorare è il più
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