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Tomo XI.
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dovrebbe avere allora per lo meno tre pollici di diametro.Il coltivatore della piantonaia non troverebbe per veritàil suo conto in una tale uniformità, perchè vende al mi-nuto i suoi alberi di stagione in istagione; ma tutto ilvantaggio ne sentirebbe l’agricoltore, che si dispone afarne delle piantagioni in grande.

Ha un grave torto chi pianta degli alberi, la base deldi cui tronco non ha che dalle dodici alle diciotlo lineedi diametro; siccome i canali sugosi sono allora poco ri-stretti, vi ascende così il sugo in gran copia, per cui glialberi gettano alla cima dei rami forti. Si ammira in talcaso la loro vegetazione, senza riflettere, che ben prestoquei rami non saranno più proporzionati alla forza deltronco, e che al secondo o terz’ anno non riceverannopiù una quantità di sngo proporzionata ai loro bisogni,che languiranno, o che si dovrà finalmente caricare T al-bero di piaghe, scapezzandolo. Richiederanno in oltre que-sti alberi grandi il sostegno dei tutori, ciò che diventafin aumento di spesa ; il coltivatore della piantonaja pe-ro adoprerà un ben diverso linguaggio; vi farà esso am-mirare la bellezza della scorza, delle foglie, ec. ; perch’eglivuol vendere, e non altro.

Non si acquistino e non si piantino dunque che deglialberi d’ un calibro forte, del diametro dai tre ai quattropollici, evitando del pari 1’ opposto sbaglio di prenderedei piantoni, che siano vecclij di piantonaja ; questi si ri-conosceranno dalla loro scorza grigiastra, e carica di sca-glie, clic si staccano facilmente dall’ epidermide. Quandosi vorrà scapezzare tali piantoni, si vedrà regnare un co-lore bruno sopra quasi tutta la parte legnosa, seguo ca-ratteristico di vetustà nella piantonaja.

Dopo d’avere scelto l’acquirente l’albero che desidera,lo fa scapezzare nella piantonaja, e gli operaj, armatid’ una vanga o d’una zappa, levano la terra lutto all’in-torno del tronco, alla minor distanza possibile, per nondanneggiare le radici dell’ albero vicino. Col taglio dellavanga, o con la ronchetta tagliano essi le radici grosse,e se queste, dopo sradicalo 1’ albero, hanno otto o diecipollici di lunghezza, s’ immaginano essi d’ aver fatto mi-racoli. Ma si può dire in tal caso di buona fede, chequesto si chiama lavorar bene, e che la natura ha datoall’ albero delle radici forti, per procurare il piacere alcoltivatore delia piantonaja di mutilarla?