Band 
Tomo XI.
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^ J C* £ 1.

è in generale troppo acquosa, non abbastanza nutritivaed indigesta; rassomiglia essa da questo lato a quella deigelsi piantati in fondi bassi ed umidi.

Dalla maniera di cogliere la foglia dipende la conser-vazione della testa, e la prosperità dell’albero. Prenderesi deve il piccolo ramo con una mano, e scivolare conl’altra dal basso all’alto} che se strappare si voglionoall’ opposto le foglie dall’ alto al basso, lo sforzo dellamano fa staccare gli occhj ossia bottoni, e la loro rottu-ra porta via spesso anche una parte della % scorza, di mo-do che sul ramo resta piaga sopra piaga. £ stato già det-to, che ogni educazione di bachi da seta presuppone unacerta quantità di gelsi nani} od a spalliera, od in cedui,per avere di buon’ ora una foglia nuova e tenera. Se perfar più presto, si strappano i piccoli mazzetti di foglie,che si presentano i primi, si porta all’ albero la distru-zione di tutti i polloni futuri; il sugo allora trovando unlibero sfogo in quelli, che restano in punta, vi si spingecon violenza, e non ispuntano più occhj nella parte in-feriore di qnei lami, ciò che costringe a scappezzarlimolto più spesso che non si dovrebbe, d’ onde risulta larapida estenuazione della spalliera, del nano, del ceduo.Il collettore deve staccarne fòglia per foglia, ed anzi la-sciare intatte le due più alte dal ciuffetto, affinchè que-ste abbiano il prolungamento dell’ occhio in pollone.

I collettori di foglie hanno ordinariamente un bastonelungo quattro o sei piedi, armato in punta di un piccolouncino di ferro: non si può credere a quanti collettoriabbia costato la vita questo sciagurato strumento. Nonbene per anco equilibrati sopra un ramo, vogliono di giàavere le foglie d’ un ramo superiore, lo tirano dunquecol loro uncino ; s’esso è d’ un certo volume, per pie-garlo vi vuole della forza, e quella dell’ operajo non èsempre sufficiente, l’elasticità del ramo strascina allora■seco 1’ operajo, egli perde 1’ equilibrio, e cade ; se poi al-la sua caduta il ramo cede, si spezza, e sfigurata ne restala testa dell’ albero. Tutto ciò dipende dalla trascuratezzae pigrizia dell’ operajo, il quale per risparmiarsi la faticadi scendere dall’ albero, e traslocare la sua scala, guastaun albero, e corre rischio di perdere la vita cascando.Indispensabile dunque si rende, per operar bene, 1’ averdelle scale proporzionate all’ altezza dgil’ albero. Vedi ilvocabolo Scala.