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quell’ acqua fangosa, dopo d’ avervi soggiornato per al-cuni giorni, e lavate in acqua chiara, anche torte ed a-sciugale, mi si offri il filo o pelo, materia della tela e-guale a quello della seta o del lino fino ; feci allora bat-tere queste scorze a colpi di mazza per separarne la su-perfide, la quale disperdendosi in polvere, ne lasciò lamateria pastosa e molle, la quale cardala, pettinata e li-sciata, propria si rese a farsi filare, e poi anche tesseree ridurre in tela. Più di treni’ anni prima adoperato ioavevo la scorza dei teneri rampolli del gelso bianco, perlegare gl’innesti a scudo, in vece della canape, usata ge-neralmente a tal uopo.
« Ecco sperimentato per la prima volta il valore del-la scorza del gelso bianco, e quest’ accidente ridotto inarte, prestar deve necessariamente un importante servigioe piotino a chi 1’ esercitasse. Parecchie altre piante cdalberi danno pure del pelo, ma le une in poca quantità,gli altri di qualità debole ; non cosi il gelso bianco, 1 ’ ab-bondanza dei di cui rami, la facilità di scortecciarli, ela preziosità del pelo, utilissimo rendono questo ramod’ economia 5 per cui con una lievissima spesa il padredi famiglia potrà ritirare infinite agiatezze da questo ric-co albero, il di cui valore, non conosciuto dagli antichi,restò come sepolto finora, e disotterrato attualmente dal-1 ’ umano intendimento, potrà essere meglio raffinato an-cora dall’ esperienze. Perchè poi lungamente prevalere sipossa 1 ’ uomo d' un tal ritrovato, col levare cioè al gelsola scorza senza offenderlo, conviene far conoscere, cheper il maggior vantaggio della seta necessario si rendeil rimondare, diramare, scapezzare i gelsi subito dopo diaverne colla la foglia per l’alimento dei bachi, sempreperò sulla norma delle debite distinzioni. I rami dunqueper tutte queste operazioni tagliati serviranno all’uso del-la nostra invenzione, perchè essendo allora in sugo ( nèpotendosi in altra epoca assoggettare il gelso alla ronchet-ti ), più facilmente si scortecciano essi in tal momento, eCosì si trarrà profitto da una cosa perduta; imperciocchéessendo quei rami destinati al fuoco, serviranno a tal usoegualmente anche spogliati della loro corteccia, e servira nche potrebbero nell’ uno come nell’ altro modo, se a-doprarH si volesse prima per chiudere le vigne, i giar-dini, ec., ove rami simili sono molto opportuni anchesecchi per la loro durezza, e per la loro durata, e poi