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ogni piede cubico, laddove il bianco pesa quarantatre li-bre, tredici once, tre grossi.
Il gelso nero si riproduce di rado dai suoi semi, perla ragione già mentovata; e siccome i bisogni dd suocommercio non sono molto estesi, cosi per supplii e aquesti se ne ottiene abbastanza dai polloni, dai margotti,e dalle barbate. I margotti si fanno in autunno dopo lacaduta delle foglie, e le barbale in primavera, quando epassato il timore dei freddi : tanto quelli che queste pren-dono ordinariamente radice nel primo anno, e possonorilevarsi nella primavera seguente. Coprirli poi bisognanel folle dell’ inverno, perchè sensibilissimi sono alle ge-late. Per sicurezza maggiore sarà bene di lare nel climadi Parigi le barbate nei vasi sopra lelamiere sotto vetria-ta ; gli spessi ma moderati annafliamenti sono loro neces-sari, principalmente nel tempo dei calori, ed anzi a quel-1’ epoca devono essere anche riparati dai raggj del solenelle ore più calde del giorno.
La trapiantagione del gelso nero deve l’arsi in prima-vera, ed essere succeduta da qualche annafliamento, se lastagione è asciutta. Prudenza vuole, che s’impaglino nel-l’inverno i giovani piedi per i due o tre primi anni; inseguito poi non chiederanno altra attenzione, che una in-traversa tura per ogn’ inverno.
Anche la foglia del gelso nero è mangiata dai bachida seta, e può essere sostituita a quella del gelso bianco,ma si pretende, che dia una seta più grossolana, e certosi è poi, che mal conviene ai bachi per anco giovani.
Conosciute sono parecchie varietà di quest’.albero, fon-date sopra differenze di forma, di foglia, e specialmentedi frutto; queste varietà però non si rendono tanto facil-mente distinguibili, generalmente parlando, nè studiate fu-rono' con la stessa diligenza, come quelle del gelso bian-co : le migliori fra esse sono quelle, che danno il fruttopiù grosso e più nero.
Il Gelso rosso è un albero, che nel suo paese nativo,ove io 1’ ho osservalo, sorge all’ altezza di quaranta e piupiedi. La sua scorza è nerastra; i suoi rami numerosi;le sue foglie grandi, ruvide al latto, raramente lobate,uerastre superiormente, biancastre inferiormente; i suoifrutti ovali, e rossi. Cresce questo nei buoni fondi delleforeste dell’America settentrionale; vien coltivato già dagualche tempo nei giardini paesisti, ove figura benissimo,