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Tomo XI.
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ne deriveranno. Quando la pergola o la palizzata sarannoformate, si vanno potando col roncolone o con la for-bice, ma non si devono mai cogliere le loro foglie. (E.)

Il Gelso nero s’ alza alquanto di più del precedente,che guardarsi bisogna di confondere con la varietà suadel frutto violaceo o nerastro. I suoi rami sono numerosie diffusi ; le sue foglie ruvide al tatto, d’ un verde nero,e mollo larghe; i suoi frutti ovali, grossi quanto un di-to, neri all’ estremità, e ripieni d’ un sugo rosso. Questoè originario dell’ Italia , e fiorisce come il precedente inpiincipio d’estate; coltivato viene soprattutto per il suofrutto nell’intiera Europa meridionale . Siccome poi è piùspesso dioico che monoico, e non si conservano di essoche i piedi femmine, così ben di rado porta esso dei se-mi, ciò che diventa un vantaggio reale, quando si man-giano i suoi frutti. Le gelate lo tormentano nella suagioventù; getta esso più lentamente nel clima di Parigi ,che nei climi più meridionali, e meno dolci ivi sono isuoi frutti ; collocato nondimeno in un buon terreno, ead una esposizione calda, riesce bene, ed offre un gusto-sissimo frutto. Viene piantato per lo più intorno alle ca-se, nei cortili, ove più riparato resta, e più difeso con-tro i saccheggi degli uomini e degli uccelli. Comincia aprodurre assai presto, e vìve lungo tempo ; la quantitàdei suoi fruiti è qualche volta infinita; si colgono essi dimano in mano, che si vanno maturando, e questa col-lctta dura più d’ un mese; la vera loro bontà però nondura che un momento solo, quello in cui si staccano onaturalmente, o lievemente scossi; prima sono duri edacerbi, dopo sono già guasti; il loro sapore è d’un gratoagro-dolce, e tenuti sono per nutritivi e rinfrescanti; tuttii bestiami, e pollami li amano con trasporlo ; se ne fauno sciroppo per calmare la tosse, e mitigare le infiam-mazioni di gola. Posti fino ad una certa quantità in unabotte con dell’ acqua, non tarda molto a stabilirvisi unafermentazione, che dà del vino, con il quale si può fab-bricare dell’acquavite e dell’aceto; ma questo vino durapoco, diventa mollo presto acido, a meno che non si ri-ponga in bottiglie, ed in un luogo fresco, ma allora poinon prende più corpo.

Il legno del gelso nero rassomiglia molto a quello delgelso bianco, ma non è tanto compatto, giacche pesa sol-tanto qnarantuna libre, quattordici once, sette grossi per