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si trova anche con frequenza nei giardini paesisti, 'chedecorali sono dalla sua perpetua verdura , dai suoi fiorie frutti. Si contenta di qualunque esposizione; riesce pe-rò meglio a mezzogiorno; qualunque terra gli basta: 1’a-sciutta e leggera però gli è più delle altre omogenea. Col-localo viene all’ ultima fila dei macchioni sotto i grand’ al-beri, verso le case, od anche appoggialo ai muri, ec. Nons’ alza più di quattro o cinque piedi, ma forma dei cestid’ un’ assai grande estensione, a motivo della disposizioneche hanno le sue radici a germogliare; questa disposizio-ne è anzi in esso un inconveniente, perchè costringe lamano del coltivatore a praticarvi delle mutilazioni, cherendono i suoi cesti deformi. Si riproduce esso dalle se-menze, dai margotti, dalle barbate, dai polloni ; quest’ ul-timo mezzo però è forse l’unico, che venga generalmen-te adoperato.
Non so se : montoni! mangino le fronde di questi ar-busti ; ma se le amassero, sarebbe utile il moltiplicarli ingrande nei terreni aridi e sassosi, che non danno verunprodotto, perchè così otterrebbero essi un mezzo abbon-dante di sussistenza.
Il Gelsomino nano ha le fronde angolose; le foglie alter-ne, qualche volta ternate, qualche volta alate; i fiori gialli,ed i frutti rossi. Cresce questo naturalmente in Italia , sor-ge appena all’ altezza d’un piede, e fiorisce in autunno;coltivato viene in piena terra, come il precedente, in al-cuni giardini, ma è ad esso inferiore in ogni senso. (B.)
GENERE. Denominazione, che serve ad indicare ungruppo di quadrupedi, d’ uccelli, di pesci, di rettili, divermi, d’insetti, di piante, ec. di convenienza promiscuamediante un carattere comune: questo carattere dev’ es-sere il più inerente alla loro organizzazione, ed il menovariabile possibile.
Quasi tutti i naturalisti sostengono, che i generi nonesistono in natura: io nego questa proposizione. Non v’èal mondo chi non riconosca, che 1’ asino differisce po-chissimo dal cavallo, che 1’ oca ha la più grande analo-gia con l’anitra, che la reina si distingue pochissimo dalcarpione, che tanto il cocodrillo si rassomiglia alla lucer-tola, che le diverse lumache, le diverse idatidi si combi-nano nella maggior parte delle loro relazioni, che lo sca-rafaggio volgare avvicinato esser deve allo scarafaggiosnlstiziale, che la rosa a centp foglie, e la rosa gallica
TOM. xi iG