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Tomo XI.
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Giri

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rosacee. La sua altezza non eccede otto o dieci piedi 5 ilsuo stelo si divide in diversi rami laterali, rivestili d’unascorza bruna picchiettala di bianco, e guarniti di foglieovali, sode, incavate all’ eslremitù in forma di cuore ecollocate alternativamente. I suoi fiori, clic sono piccoli,biancastri, e leggermente pelosi, nascono in piccoli maz-zetti alle ascelle delle foglie : essi hanno un calice a cam-pana, ed a cinque divisioni, una corolla a cinque petali,diversi stami, ed uno stilo solo, collocato al lato ed allabase del germe. Questo germe si cangia in una prugna,delta iertea, che ha la forma e la grossezza all’ incircadi quella di Damasco , e che si mangia o cruda, o con-fettata nello zucchero. Vendere si suole questa nei mer-cati di quei paesi, ed è comunemente giallastra, talvoltaanche turchina, o rossa; contiene una polpa biancastra,aderente al nocciolo, e d’ un sapore dolce di miele : ilnocciolo di questa prugna c solcato nella sua lunghezzada tre scanalature.

Questo piccolo albero od arboscello si trova bene nel-Je terre umide. In Europa non può essere allevalo chenello stanzone caldo, ove restar deve costantemente; siriproduce dai suoi semi, che si fanno venire dal suo na-tivo paese, e che si spargono in primavera in piccoli vasiripieni di terra leggera, e sotterrati in un letto caldo ditanno, ove vengono annaffiati poco e spesso. Dopo cin-que o sei settimane levare si possono i giovani piantoni,separarli, e trapiantarli, ciascuno isolatamente in nuovivasi, che si ripongono nello stesso letto; in seguito poisi governa questa pianta nello stesso modo e con le stes-se cure, come la maggior parte di quelle, che ci perven-gono da quelle contrade. ( D. )

GHIAIA.. Vien dato questo nome alle selci lisce ro-tonde ordinariamente, e più larghe elle grosse, le qualisi trovano in fondo, e sui fianchi delle valli soggette al-le montagne primitive, o sulle spiagge del mare.

Questa ghiaja copre degli spazj tanto estesi in tutte leparli del mondo, che 1’ agricoltura non può dispensarsidal riflettere sulla loro formazione, e sui mezzi di scema-re gli ostacoli, eh’ essa oppone ai suoi lavori.

V’ è la ghiaja calcarea, v’ è anche la scliistosa, ma lapiù comune, vale a dire la vera ghiaja, è tutta quarzosa.Formata essa è talvolta di gvanilo, ma più spesso è com-posta di pietre più dure, come sono il quarz, il porfido,