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Tomo XXVI.
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spaventevole, che n* è la conseguenza. Non v? è che unmezzo solo per opporsi alle sue slragi, e questo non èstato sperimentato (Fedi il vocabolo Conduttore elet-trico ); e perciò conviene sopportare la propria disgra-zia con rassegnazione, per essere senza rimedio. Se lagrandine è caduta innanzi alla metà dell’estate, non sideve spampanare, alfiuchè i nuovi getti somministrinoalle radici il sugo ad esse necessario. Qualunque sia poi)’ epoca della sua caduta, si poterà più corto, o si lascie-ranno meno corso) sopra ciascun ceppo, perch’ egli pos-sa riparare le sue perdite nel corso dell’ anno seguente.Vi sono delle grandini, gli effetti delle quali si fanno/Sentire per due ed anche per tre anni successivi.

L’influenza dei venti stilla vite non è stata osservataabbastanza, eppure essa è molto potente. I venti disec-canti 4' levante, i venti freddi di tramontana, i ventipiovosi di mezzogiorno-ponente, le sono egualmente no-civi in tutte le epoche della sua vegetazione, e soprat-tutto al momento della sua fioritura, ed all’ avvicinarsidella sua maturità. [ venti impetuosi rovesciano i pali,lacerano le foglie, ecc. Io non posso dare delle regole sopraquest’oggetto, perch’esse variano secondo i climi e le lo-calità; ma ecciterò coloro, che volessero far piantare vitinuove, e farvi una seria attenzione. Fedi il vocabolo Vento .

Vi sono certe località esposte alle procelle più che cer-te altre. Io ne conosco alcune sulla costa di Borgogna , ovein cinque ve ne sono due ed anche tre, in cui distrutterestano le raccolte in conseguenza degli effetti della grandi-ne. Si deve evitare di piantar viti in località simili. Fe-di il vocabolo Grandine.

Ma gli errori della coltivazione, e le stravaganze del-l’intemperie non sono i soli danni, che recano offesa al-la vite, ed all’abbondanza ed alla bontà de’suoi prodot-ti; gravi discapiti soffre essa egualmente da varj. insetti,da vermi, da quadrupedi, e da uccelli. Io ne offro quisotto la lista presso a poco nell’ordine del inale che lecagionano.

La Pir.ile dblla vite. La larva di questo insetto vivea earico delle sue foghe, e taglia il loro picciolo, comefi peduncolo del grappolo. Porta essa delle stragi impor-tanti nelle vigile dei contorni di Parigi ed altre. Io fuiil primo a farla conoscere ai naturalisti. Fedi il vocabo-lo PlIULK.

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