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DEI.LA POLITICA PIEMONTESE
alleanze difensive per conservare, e offensive per av-vantaggiare lo Stato ; il quale assai piccolo ne’ suoi pri-mordii, e in seno a Francia , e con Francia in senonella porzione italiana, aumentò continuamente di ter-ritorio e di credito, estese il potere e l’azione politicanel sistema degli Stati Italiani e in quello europeo , e laseppe mantenere in mezzo alla decadenza e alla rovinadi quasi tutti gli Stati Italiani dal secolo XVI in poi.Le influenze politiche, per usare un termine nuovo, e,italianamente parlando, la riputazione e l’autorità deliapossanza, si acquistano con le armi, con la Diploma zia , i parentadi ec., quantunque questi non sieno cheeffetti di quelle cause ; e i Duchi di Savoia avevanofino da quei tempi dinanzi a loro un antico e splendidoesempio nella Casa Imperiale di Austria : foslix Austrianuptiis.
Emanuele Filiberto rivendicò con le armi lo Sta- ito, lo conservò con 1’ alleanza di Spagna , e lo riordinò Ia vita civile e italiana; formò una milizia nazionale;!decretò che gli Atti pubblici si scrivessero in linguaitaliana ; chiamò alla Università professori dal restodella Penisola, e fu il primo, per cosi dire, a italianiz-zare il Piemonte ; ebbe, cioè, la gloria di aver datoprincipio al nuovo Principato Italiano . Perciò preve-,dendo la perdita de’suoi possessi in Francia , da Cham- \beri trasportò la capitale a Torino , e alla politica della !sua Dinastia accennò la Italia ; ondechè (scrisse un mo-derno) a lui debbono i posteri una nazionalità che al-tri popoli loro invidiano. Convocò l’Assemblea degliStati Generali per ottenere aiuto e concorso nella rifor-ma dello Stato ; ma la sciolse perchè gli parve trovarviopposizione o troppa lentezza ; nè durante il suo regno