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Le filippiche contra gli spagnuoli / di Alessandro Tassoni. precedute da un Discorso di G. Canestrini sulla politica piemontese nel secolo XVII. e seguite dalla Risposta del Tassoni al Soccino in difesa del duca di Savoia. e dal Manifesto dell'autore intorno alle sue relazioni coi principi di Savoia
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DEI.LA POLITICA PIEMONTESE

alleanze difensive per conservare, e offensive per av-vantaggiare lo Stato ; il quale assai piccolo ne suoi pri-mordii, e in seno a Francia , e con Francia in senonella porzione italiana, aumentò continuamente di ter-ritorio e di credito, estese il potere e lazione politicanel sistema degli Stati Italiani e in quello europeo , e laseppe mantenere in mezzo alla decadenza e alla rovinadi quasi tutti gli Stati Italiani dal secolo XVI in poi.Le influenze politiche, per usare un termine nuovo, e,italianamente parlando, la riputazione e lautorità deliapossanza, si acquistano con le armi, con la Diploma­ zia , i parentadi ec., quantunque questi non sieno cheeffetti di quelle cause ; e i Duchi di Savoia avevanofino da quei tempi dinanzi a loro un antico e splendidoesempio nella Casa Imperiale di Austria : foslix Austrianuptiis.

Emanuele Filiberto rivendicò con le armi lo Sta- ito, lo conservò con 1 alleanza di Spagna , e lo riordinò Ia vita civile e italiana; formò una milizia nazionale;!decretò che gli Atti pubblici si scrivessero in linguaitaliana ; chiamò alla Università professori dal restodella Penisola, e fu il primo, per cosi dire, a italianiz-zare il Piemonte ; ebbe, cioè, la gloria di aver datoprincipio al nuovo Principato Italiano . Perciò preve-,dendo la perdita desuoi possessi in Francia , da Cham- \beri trasportò la capitale a Torino , e alla politica della !sua Dinastia accennò la Italia ; ondechè (scrisse un mo-derno) a lui debbono i posteri una nazionalità che al-tri popoli loro invidiano. Convocò lAssemblea degliStati Generali per ottenere aiuto e concorso nella rifor-ma dello Stato ; ma la sciolse perchè gli parve trovarviopposizione o troppa lentezza ; durante il suo regno