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circondato ria’ suoi figlinoli , accanto la donnasua, Lauretta dedi Almerici. E quasi ristoran-dosi dal lungo esilio colla calila della fami-glia e della patria, lietamente otdinava le suescritture e i suoi libri, e parlava co’suoi dellanuova bontà dello Sforza, e del fine di lautimali. I figli , stali per tanto tempo spèrsi eraminghi , vedendosi al fine riuniti e fra lebraccia del loro buon padre , gli facevano at-torno una festa bellissima. Quando entra inquella stanza Tomaso Referendario dell’officiodi guardia, gli legge 1’ ordine del tiranno , lostrappa dai figli, lo gitta nella rocca; quivi gliè detto di dovere fra cinque giorni morire.Nè se ne duole Pandolfo , facendo resistenzaal dolore e alla' rabbia colla fortezza, o piut-tosto colla fierezza dell’animo suo; imperocchédicono non mostrasse segno di lacrima, nè gil-tasse sospiro : anzi vólto al Referendario diccs-segli quasi ridendo: 1 misfatti e le indegnitàinfamare gli uomini, e non le morti quali essesieno; recarsi egli a gloria che i posteri sapes-sero lui essere tradito sotto la lede di prin-cipe, e sotto il nome d’ amico; lui essere uc-ciso per quelle mani stesse nelle quali egliavea fatto porre lo scettro; godergli però l'a-nimo nel non vedersi condannalo da’ tribu-nali , onde lo stesso tiranno confessava la in-nocenza di lui , perchè fuggendo il giudicionon voleva serbare neppur la immagine digiusto, e così rompeva ad un tempo i vin-coli della fede e quelli della vergogna : esseregli già vecchio , ed abbandonare volentieriquella parte di vita, che è la più travagliosa,cd una patria già fatta misera troppo per non