standovi solo alcune favoletle che acquistavanofede dalla sola vecchiezza loro ; e narrandovialcuni falli da scena, che agli uomini più ci-vili ora sembrano baie. Nel che vogliamo cheil filosofo consideri come l'Italia in questa ma-teria delle storie siasi latta eguale alla Grecia ;essendo quegli Eugeoni e quegli EMaoici intera-mente si in igl ialiti a’ Malispini , a'Villa in, e a queglialtri nostri più vecchi cronisti, tutti notati peivizi stessi, e chiari per le medesime virtù. Lastoria delle lettere è costante ed una, come quelladegli ordini civili ; va sovra un cerchio chetorna in sè stesso sovra il medesimo punto; eprocede mossa da una forza perpetua, la qualesprofonda i gentili popoli nella barbarie,- e poili rialza dalla natura all’ arte , e dalla goffacredulità alla schietta cognizione del vero.
Dopo que’primi scrittori rustici pailasi diErodoto , che si fece singolare dagli altri eper l’arte e per la materia, imperocché nonparlò nè d’una sola città , nè d' un popolosolo , ma scrisse i fatti d’Asia e d’Europa , edaggiunse al greco stile quelle virtù che i pre-cessori non aveano mai conosciute. Poi vennefinalmente Tucidide , che raccontando la guerranata tra que’d'Atene e quelli del Pelopon-neso , il fece con grande studio ed amore: enon disse le cose per altri udite, ma le cosevedute cogli occhi suoi propri ; come coluiche valse non solo per lo vigore deliamente,ma anche per quello delle braccia. È ancheda lodarsi , perchè scelse uua ma eria uètroppo digiuna, nè intricata troppo, ma piana,lucida ed abbondate, nè guasta per alcunadi quelle ciauce delle Lamie e delle Ninfe ,