TRABOTTO'BAI, MANZI. 7to5'
Seguila il relore la sua censura. E non glisa bene che Tucidide descriva a lungo e peisuoi particolari quella battaglia contro i Pelo-ponuesi , la quale fu di poco pregio ; e poi-narri brevemente, e a modo di compendio-quella immensa guerra marittima e terrestreche in un sol giorno vinse e distrusse la po-tenza grandissima de’ Persiani. E in questonon osiamo di prendere apertamente le partidi Tucidide , anzi ci pare di dover entrarenell’opinione di Dionigi. Perchè il giudizio dilui sembra assai vero ;. non dovendosi trattarele cose maggiori- con artificio più scarso diquello con cui si trattino le minori. Ogni ima-gine dee occupare quello spazio ohe dato lefu da natura , e seguire 1’ universa! legge dilutti i corpi; per cui i leggieri non islatmo maisotto a'gravi, e i gravi non montano sui leggieri;ina ognuno è contento del proprio peso, e stadove dee, nè si può mutare se prima l’uni-verso non si discioglie. Tale è la ragione in-trinseca dell’arte degli scrittori, i quali quantopiù seguono la natura delle cose , tanto più>salgono iu istato perfetto : e come più si ac-costano a certi insegnamenti tratti dalla lorofantasia, cosi più si dilungano dal vero, dieè il primo termine d’ ogni umana fatica.
Nondimeno si potrà in qualche parte difen-dere Tucidide , e dire: ch'egli mirando alleregole del sublime descrisse le cose più nobilie meravigliose con parole meno ornate e più.rapide, e lasciò gli abbellimenti e l’eloquenzaper que’ racconti ohe richiedevano l’aiuto deldicitore. Perciocché le opere altissime si hannoa. significare come le imagiui magnifiche, cioè