LETTERE VARIE. 379
mai ch’io sodo, ed ora e sempre, ai servigiovostro con cuore sincerissimo e fedelissimo.Vale. — Di casa, alle due della notte.
LETTERA IH.
Eccovi un liel dono: anzi il più hello ch’iopossa farvi. Ed è la conoscenza del padre An-tonio Cesari ; di quel padre di ogui eleganza,che già da gran tempo voi conoscete perfama. Accoglietelo nella vostra grazia, eh’ eglin’è sopra modo degnissimo, e fatelo amicoal Betti, al Biondi c a tutti quegli altri lumidelle romane lettere. Io nulla vi dico delle sueIodi , perchè agli uomini che souo lodati datutta la nazioue non bisognano le lodi mie.Ma questo solo vi dico: che voi vedete quel-l’uomo, per cui la Lombardia ha già tolto ilvanto della lingua alla disfatta Toscana . Sia-temene grato , amandomi; che null’altro io vichiedo che amore. A Dio. — Di Pesaro , a’ i 4di marzo 1822.
LETTERA IV.
Al sig. Salvatore Betti . A Orciano.
Bello e grave è il tuo ragionamento, e de-gno delle antiche scuole. Solo ne toglierei lelunghe scuse che fai per non volgarizzare quelluogo di Ciceroue ; perchè quella digressionenon s’innesta bene col rimanente. Ed anzi vor-rei che tu volgarizzassi quelle poche parole ,