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Volume primo.
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48
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48 ISTORIA. VINIZIANA

Questa è la mia openione : il qual forseper mio , o ancora della vecchiezza vizio ,ogni cosa temo : voi direte le vostre , equel consiglio , che fia il migliore , segui-tiamo . Dette avendo queste cose Al. Luca,e taciutosi, M. Girolamo Marcello così dis-se : Che egli punto non dubiterebbe, severo fosse ciò che il suo collega avea det-to, che da entrare neluoghi denimici, eTrento assalire non fosse ; perciocché qualdi quella contrada pane , o qual città, chenoi preso avessimo, sarebbe da essere contale guerra, e con 1 onta centra noi, econsenso della Magna, comperata ? Ma asuo giudicio la cosa stava altramente; per-ciocché i nimici serano di suo talentodissipati, anzi a forza, tra per bisogno del-la vettovaglia , che essi aveano , e percioc-ché pagati non erano , poveri e disperatialla sua casa s era ciascuno ritornato: e chiuna oste già raccolta, e prosperamente ado-perantesi , di cibo nutrire, e il soldo atempo darle , e ritenerla che non si fugganon può, non potrà altresì ad una nuovada farsi e alimento e denari somministrare;coneiosiacosachè mollo più agevolmente simantengono le cose stanti, che le a terracadute non si rilevano. anco è da cre-dere, che la Magna contrai Viniziani si ra-guni, i quali ella sempre a suoi amici hatenuti, per giovare a Gismondo, il qualesenza consiglio dalcuno de suoi Signori, nontratio egli da veruna ingiuria, ha loro guet-