LIBRO PRIMO. 4g
ra mossa; massimamente quando FedericoImperatore suo fratello nè di denari, nè disoldati,nè di cosa veruna giovargli ha voluto,e piuttosto dimostrato ha non avere esso maiquesta guerra lodata. Colui che da’ suoi èsprezzato , dovere atato essere dagli altri edagli strani, qual segno di timore e di spa-vento è , a credere ? E se si dicesse , chenon per cagion diGismondo. o d’alcun pri-vato, i Signori della Magna a pigliar le armeconspirassero , ma per la loro , acciocchépresa la città di Trento , la via a’Vinizianicontra se aperta non fosse , si potrebberispondere: Che molte Città nelle Alpi so-no dalla Repubblica acquistate e arrote al-lo’mpero in diversi tempi, per le quali sipuò ire nella Magna: Feltro da questi luo-ghi medesimi non lontana, e Belluno , equello che nel Frigoli Cividale è nomato ,e oltre a ciò più strade di castella e vil-laggi munite , sì in questo tratto delle Al-pi , che ad Oriente guarda, e sì ne’ fini diBrescia a Buerna e Lodrone , e in quel diBergamo la foce del laco d’Isè, e tutta laTopina valle , e quelli passi e poggi chea’ Grigioni e al laco Maggiore si di-stendono. Nè perciò ia alcun tempo i Si-gnori della Magna hanno insieme conspi-rato , a fine di scacciar i Viniziani da quel-le terre e da quelli fini ; nè ancora, seTrento si prendessej conspirerebbono : con-fesserebbono essi piuttosto , e affermereb-bono ciò essere a Gismondo di ragione eBembo Voi. III. 4