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LIBRO PRIMO» 85
so il tempo di quello Collegio. In tale ma-gistrato essendo M Gabriele, sospinto daM; Francesco Falerio , una legge da sescritta al Prencipe e agli altri Padri del Col-legio prepose; per la qual legge a tutti icittadini che poveri fossero , e l’età di ses-santa anni avessero, una libbra d’oro delpubblico ogni anno data fosse , con la qualese e la loro famiglia più onestamente nu-trir potessero: quelli poscia, ebe di tanteetà non fossero , e tuttavia gli anni vinticinque valicassero , mezza libbra per quelmedesimo conto aver dovessero . Questalegge egli preporre nel Senato , e nel mag-gior Consiglio volea ; e perciocché , alfìne-chè col consiglio de’ Padri ella si prepo-nesse ( perciocché altrimenti preporla nonsi potea ) , egli a leggere l’avea loro data.I Padri come questa legge videro, la qualeun costume di reo esempio nella Repub-blica introduceva , che un cittadino auda-cemente tanto oro del pubblico agli altricittadini dispendesse e donasse ; conoscen-do che egli e il Falerio per nessuna altracagione ciò facevano , se non per la graziade’ cittadini al conseguir de’ magistrati gua-dagnare $ diedero carico al Prencipe , chechiamati a se l’uno e l’altro , ordinasse lo-ro, che di questa cosa più parola non fa-cessero. I quali avendo alquanti dì taciu-to , ed essendo da molti cittadini, alla vitade’ quali la legge era opportunissima , ri-presi j che eglino alla loro dignità far mag-