SS TSTORIA VINIZIANA.'
giore erano negligenti , e che, se ponevisero quella legge, essi que’ magistrali, cheessi volessero, arebbono , e in brieve sareb-ber fatti de’, primieri della Città ; preser curadi provare quello che essi far ne potesse-ro. Ciò inteso da’ Signor Diece , presi in-contanente costoro e imprigionati , portarein Cipri gli fecero , e confinarongli, sottopena della vita , se mai della città di Ni-cosia si dipartissero. E parimente due se-cretarti pubblici, i quali eglino aveano a-vuti sopra ciò per consultori e amministri,confinarono in Candia, con quella penamedesima , se essi mai di Rctemo si fug-gissero. E questo loro giudicio i SignorDiece vollero che così severo fosse, nontanto perchè essi di quella pena gastigatifossero, i quali ancora non aveano la leg-ge nel Senato posta, e poteano del porlarimanersi ; quanto acciocché gli altri citta-dini di pensare alcuna somigliante cosa,dall’asprezza di tale pena impauriti, perlo innanzi non ardissero.
Di quello anno nella primavera Loren-zo de’ Medici Fiorentino, uomo di raroed eccellente ingegno , che reggeva la Cit-tà , si mori ; e a mezza la state Papa In-nocenzio. Quegli tre figliuoli lasciò, i qualitutti e tre in brieve e della maggioranza edella città scacciati, andarono in esilio. Dicostui Alessandro Borgia Valentino, dallesue ricchezze e donazioni approdato, il