LIBRO SRCONDO. 93
a quella cagione di fare il Re la guerra,che essi predicavano, che a lui per eredi-tà il regno di Napoli scadesse, eziandioaltre cagioni s’ aggiungevano: delle qualiuna fu questa.
Essendo stato con insidie molti anniaddietro Galeazzo Sforza Duca di Melano ucciso,il Sig. Lodovico suo fratello,levata delgoverno del regno la moglie di Galeazzo; ilqual governo ella per tener la Città in officioe in fede aGiovan Galeazzo suo figliuolo mol-to picciolo, appresso la morte del padreavea preso ; e gli altri amministri a pocoa poco parimente scacciati, so in dettogoverno avea posto , e anni tredici v’ erastato. E nondimeno il detto figliuol del fra-tello , a cui egli procurator del regno di-ceva essere, così allevato avea, e in talicostumi avvezzo, che parea che tutta lasua cura stata fosse , affineché il fanciulloa nessuna buona creanza pervenisse. Non1’ arte militare, non gli studii delle lettere,non veruna disciplina regia volle che inse-gnata gli fosse ; dandogli a depravare ilpuerile ingegno eziandio corruttori, con laconsuetudine e compagnia de’quali egli in o-gni lusso e inerzia s’avvezzasse. A costui nonancora ben giovane Alfonso figliuolo del ReFerdinando sua figliuola Isabella avea permoglie data, ed egli di lei eziandio gene-rati figliuoli : e nondimeno al governo deisuo regno in parte alcuna dal zio ammes-so non era. Ciò avendo gravemente a male