LIBRO SECONDO. QJ
vina essere, la quale de’ Francesi in Italia la venuta denunziasse, per poco tutti gliuomini credevano, e in luogo d’augurio latenevano : ed eran molti, che specialmentea’ Viniziani, perciocché alle loro terre eregioni le acque grave detrimento impor-tarono , quel prodigio appartenere dice-vano.
L’ordine delle cose avvertito mi fa ,‘'che io due giudicii della Città in questitempi dati non pretermetta. Era tra’ gentiliuomini M. Giovanni Giorgi , uom ferocee di nessuna pietà; il quale da M. AntonioBernardo Podestà di Trivigi per cagion dibestemmie e d’ altre sceleraggini era diquella città bandito stato , e condennato ,che se egli vi ritornasse , la lingua e unadelle mani tagliate gli fossero. Questi atempo d’un’altra Podestà essendo a Trivigiritornato, e avendovi per forza una vergineviolata, i Signor diece, mandativi colà loroministri e punitori delle cose capitali, presoM. Giovanni, in mezzo della piazza diTrivigi fecero dare alla sentenza di M.Anton Bernardo finimento : e ciò fatto,condottolo in Vinegia, portare in Candiail fecero in esilio. E non guari appresso M.Antonio Boldù Avvocator del Comune ac-cusò nel Senato M. Domenico Bollani suocollega, per lo aver presi denari dallirei e litigatori : il qual Senato aven-do diliberato , che Si. Domenico im-prigionato fosse , e così preso si difendes-Bembo Voi. III. 7