dimenticandogli oltraggi avuti dal Poeta, volle solo ricordarsi de’suoibuoni ammonimenti, per chiamarlo col bel nome di padre .
Dopo questa tavola vengono lai tre memorie di Dante significatein metallo, in marmo, in pittura.
Inquanto alle incisioni in bronzo, per omettere le più recenti,dirò dell’antico numisma di maguo modulo, passato poi nel Museoimperiale di Vienna , e riferito da Apostolo Zeno , ove è l’effìgie delPoeta, e il pronomastico di Florentinus . Avveduti archeologi hannopoi dalle sigle poste nel rovescio della medaglia tratto argomentoessere stato a Dante quel conio da Firenze battuto.
Le memorie scolpite nel marmo varie sono e cospicue ; cheprima di tutto nel 1587, sendo console dell’Accademia fiorentina ilsenatore Baccio Valori, fu inaugurato un busto di Dante di ottimascultura, e molto traente alla simiglianza di natura, sulla porta dellostudio fiorentino , quasi nume, che togliesse in tutela il progressodella patria sapienza. 11 qual marmo ora è stato in più degua partecollocato: e fa meraviglia avere il Migliore, diligente osservatore dellecose antiche, quel monumento disconosciuto.
Notasi pure l’effigie sua posta coll’altre di uomini sommi sullafaccia del Palazzo Altoviti.
Indi in un Codice del Rustici, orafo fiorentino , imparasi comefosse pensiero della Signoria erigere statue colossali presso le portedella città agli uomini insigni, che illustrato aveano la patria, il qualedivisamento ebbe effetto alla porta di s. Niccolò a ricordanza deldivino Petrarca , ed ora vedesi seguito anche pel divo Alighieri a sanPiergattolini, al principio dello stradone che conduce all’Imperiale.
Susseguentemente la principesca famiglia Strozzi, volta ad ono-rare, fra i suoi famosi antenati, anche la memoria de’letterati piùinsigni di Firenze nell’amenità della sua villa del Boschetto, sul colledelizioso e vaghissimo di Monte Oliveto, ivi fece porre il simulacrodi Dante in un cipiglio di minaccia, quasi si adonti della presente