». sepolcri e tumuli onorarli omaggio ai meriti di quegli illustri uomini» che hanno vivuto con noi, fa credere, che non si ricuserà, anzi» vorrassi ambire la gloria, negata in avanti quasi da forza di destino,» di erigere il cenotalio a quello, che sollevò a grande onore il toscano» idioma. »
Questi nobili inviti destarono grande commovimento in tutti glianimi ben fatti, ed una ambiziosa emulazione a cooperare all’adem-pimento del proposto progetto. Perchè volendosi di presente dar manoall’opera, sceltosi degno scultore nella persona di Stefano Ricci, e ap-provatasi l’elezione dell’artista dall’ottimo e munificente Principe,s’impresero diviato i modelli, e si conseguì con grande plausode’cit-tadini, e con molta affluenza di offerte, che gli altri popoli dell’Italia invidiassero a Firenze così bella occasione di lode perenne. Il grandelavoro avea appena avuto incominciamento, che già ottenne largo pre-mio dalla musa sublime del conte Liopardi, raro e universale ingegno,che sa dimostrare come la vera poesia sia la vera sapienza, con un talsuo linguaggio mistico e divino, che è aperto all’intelligenza delle solementi atte ad innalzarsi alle sue concezioni, e si sottragge alla com-prensione e all’invidia di chi giace basso e servo delle brutte fallacie.
Con alto slancio dell’animo suo esprimeasi il prode poeta comesegue :
D’ aria, e d’ingegno, e di parlar diversoPer lo toscano suol cercando giàL’Ospite desioso
Dove giaccia Colui, per lo cui versoIl Meonio Cantor non è più solo :
Ed, oh vergogna! ucìia,
Che non che il cener freddo, e l’ossa nude -
Giacean esuli ancora
Dopo il funereo di sott’altro suolo,