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A tale scopo abbiam mirato col Dizionario che presentia-mo, e per giungere più sicuri alla meta, volemmo aver sem-pre al pensiero essere la nostra opera specialmente rivolta adutilità degl’ Italiani. Quindi del clima, del terreno, dei pro-dotti che dona, e che potrebbe donare questa nostra Italia discorreremo,prendendo in disamina e valendoci degli scritti,delle pratiche, e de’ risullamenti tutti che guidare ci possonoalla meta prefissa-, mentre i libri stranieri, che trattan di que-st’ arte e che girano per le mani di tutti, non tornano certoa quel giovamento che dovrebbero, appunto perchè mancanoil più spesso in ciò che concerne alle pratiche volute dal suoloItaliano ed alle particolari circostanze fisiche di esso. Ed è benanzi con nostro avvilimento che veggiamo preferiti, studiati epresi a modello quegli scritti stessi ne 1 quali i loro autori do-vettero appalesare, fra mille altre cose, che alcune nostre pia-nure sono coltivate come un ben educato giardino, e che egli-no non conoscono affatto l’arte delle irrigazioni ec., come ap-punto confessa Chassiron nel Dizionario di Agricoltura deiMembri dell’ Istituto francese .
Questi libri però a noi serviranno ad instruire nella teori-ca, nella coltura delle piante straniere, e in altre coltivazionipoco note in Italia -, e più ancora in alcuni rami di Agricol-tura trattati da’nostri alla sfuggita, e principalmente nellacoltivazione degli orti e dei giardini, nelle arti e ne’mestieriutili a’coltivatori, nella Veterinaria e nella Zoopedia; ramitutti, i quali, benché nati e cresciuti tra noi in tempi che lealtre nazioni erano ancora rozze e selvaggie, vennero posciatrascurati, mentre, colla scorta appunto delle vecchie nostredottrine , salivano a perfezione appo loro, senza che