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Tomo primo.
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appunto perché vorrebbe che si lascias-sero in vece putrefare le piante ; e seciò è opposto ai divisamenti del conteRe , in nulla combatte la seguente nostraconclusione.

Conclusione.

§. 53. Senza progredire più oltrenella esposizione di opinioni e ragioniopposte fra loro, noi conchiuderemo,colla scorta dei più recenti ed esimiiscrittori, come Gioberti , Re, Pollini ,Trauttmann e Thaer, e col sommocigno Mantovano, che,

» Giova sovente ancor su gl’infecondiii Campi chiamare il provvido Vulcano ».

( Georg., lib. u. )

E soggiugneremo :

a. Essere anzi indispensabile unatale operazione nel dissodamento dellepaludi , asciugate in parte, ma non an-cora del tutto prive di acqua, e quindiinette affatto alla migliore e più produt-tiva coltivazione;

b. Indispensabile essere altresì ne-gli infecondi terreni torbosi , o ricchidi litontrace, di carbon fossile ec. siaper migliorare questi fondi stessi, sia perarricchire un qualche campo vicino diterreno cotto e di ceneri vegetabili, ri-cordando però quanto abbiam detto piùsopra ( §. 3o ) ;

c. Essere della massima necessitànei terreni argillosi , distruggendo leerbe nocive, le radici e tutte quellepiante organiche che impedissero o dif-ficoltassero alle piante proficue la vege-tazione e raccrescimento, e che percircostanze locali non potessero pu-trefarsi, o troppo a rilento il faces-sero ovvero sia riducendole così in ce-nere ed in carbone, e far sì che coope-rino poscia a renderli meno tenaci ;

d. Essere giovevolissimo altresì perdistruggere anche gli insetti sia nel

J)iz. di j4gr. , Voi. I.

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loro stato perfetto, sia metamorfosati inlarve o ninfe, o chiusi nell’uovo : es-sendo indubitato che per lo meno essometodo vale ad estirparli se si tro-vano nelle piote tagliate (le quali po-trebbero farsi assai grosse se questi ab-bondassero fuor misura ) ed anche atre piedi sotto del fuoco ;

e. Perfine essere generalmente utilein molti casi, perchè un terreno abbru-ciato produce senza dubbio per alcunianni un abbondevole e lussureggianteraccolto.

§. 34. Devesi tuttavia avvertire,essere tale cottura da usarsi soltanto neicampi e ne’prati ricchissimi di principiinutritivi, o sia soverchiamente dovi-ziosi di'sostanze organiche , vegetabilio animali, che, come si disse più so-pra (§. 32, 33), non potessero fermen-tare ; e si adopererà a preferenza ne’ter-reni argillosi, poiché, nel caso opposto,le ceneri potrebbero danneggiare la ve-getazione, comunicando la loro azionedecomponente su le piante vegetanti.Fa d’uopo in oltre non affidarsi di trop-po che la fertilità promessa da sì fattaoperazione non la si venga poscia adistruggere o ripetendola troppo spes-so, o col moltiplicare i raccolti senzaaggiungervi ingrasso. {V. calce, cenere,

GESSO, INCINERAZIONE. )

§. 35. E tanto giova tale cotturaa fertilizzare i terreni, che noi pure piùvolte abbiamo verificato, quanto scris-sero molti, che nei luoghi di campagnaove si accendono grandi fuochi, comeavviene comunemente tra noi nella vi-gilia della S, Epifania , ivi-la vegetazione,negli anni successivi, è più vigorosa chenel vicinato. La Biblioteca Britannicadi Ginevra ( opera periodica che giu-stamente viene ancor celebrata) ci offre,a questo proposito, particolarità e fattidegni di ricordanza. Potrebbe mai gio-vare questo metodo di fertilizzazione a