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stemi componenti l’organismo, i qualitutti poi ne hanno una loro propria,imperocché lo scorbuto è devoluto soloal sistema sanguigno, la paralisi e lospasmo al sistema nervoso, la condizionereumatica al sistema muscolare, ecc.
§. 3. Ogni qualvolta questi organio sistemi, dice opportunemente il chia-rissimo Dott. r Levi (Diz. cl. di Med .),offrono certa tendenza a siffatte malattie,acquistano l ’abito ; allora la condizionevitale non è in istato naturale, e tutti isistemi -che sono in consenso devonosoffrire analoghe perturbazioni. Se que-sti abiti morbosi incominciano a preva-lere attualmente, insorge lo stato di ca-cochimia o discrasia ; taluno, ad esem-pio, ha le gengive spugnose, certo statodi torpore nel sistema vascolare, e questacondizione dimostra che codesto sistemaha la tendenza alPaffezione scorbutica oclorotica ; ma in parecchi casi poi questatendenza si sviluppa, il sistema è presodal morbo a cui propende, le funzionidi esso sono alterate, e quindi la discra-sia scorbutica irritativa si propaga adaltri sistemi.
§. 4 . Queste discrasie, abiti o ten-denze sono da calcolarsi in pratica, poi-ché anche nelle malattie universali, oltrel’eccitamento alzato od abbassato, si hala malattia più complicata qualora vi siaggiunga qualche discrasia. Così una pe-ripneumonia sarà gravissima in indivi-duo non affetto da discrasie ; se in veceaccade in altro che ne abbia, allora of-fre nel suo'corso tale irregolarità, chela malattia divien molto più pericolosae di più lunga durata ; nella guisa stessache in un individuo il quale, per iscro-fole, rachitismo, od altri malori avuti,abbia il polmone ammorbato, indurito,a segno che i capillari maltrattati nonammettano i globi del sangue e la sualibera circolazione, la peripneumoniariesce ancor più pericolosa.
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§. 5. Dicemmo che le discrasie, os-sia tendenza a certe malattie, sono dacalcolarsi per determinare la diagnosi,e che le malattie soffrono per esse di-verse complicazioni singolari. Giovapertanto prendere in esame, allorquan-do si facciamo ad osservare un infermo,ciascuno di questi abiti che si riduconoin generale all’ artritico, al rachitico, alreumatico, alP impetiginoso, al gastricoverminoso, allo spasmodico, all’ aneuri-smatico, al varicoso, all’emorragico, alloscorbutico, al clorotico, allo scrofoloso,!al sieroso, al carcinomatoso, al sifilitico,al nervoso-convulsivo, al nervoso-atoni-co, al tifoide ed altri analoghi, intornoai quali non ci dilungheremo con molteparole, dacché si potranno rinvenirecognizioni bastevoli e soddisfacenti intutti quegli articoli del presente lavoro,che corrispondono alle denominazionidi codesti abiti.
§. 6 . Qui solo soggiungeremo chealcuni scrittori di patologia usano dellaparola diatesi in quello stesso significatoche da noi qui si discorre degli abitimorbosi, sicché non sarà fuori di pro-posito, per chi ama ben addentro in-ternarsi in questo argomento, leggereanche il relativo capitolo. {F . Diatesi).
Avvertente da aversi.
§. 7 . Ove avvenga di scorgere neglianimali un abito morboso, tutto con-viene adoperare per tenerli lontani daquegli esercizii e da quelle cause mor-bose che possono agire in loro nel sensomedesimo di siffatto lor abito, o per lomeno prestare la menoma possibile oc-casione onde si mantenga od aumentiquesta proclività, e dar opera a favo-rire quanto può agevolarne la distru-izione (F. Igiene).
D.T A. DA PARE.
ABITUDINE. ( Zoopedia ).
Che cosa sia.
§. i. A tutta ragione Adelon (Dia.