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Tomo primo.
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gno l incollata sovra essa che fa comu-nicare il disco col piedestallo. Quandogirasi la chiave K per aprire il cana-letto y i; il disco HI! già elettrizza-to, e che gira sopra una cerniera rr,viene alzato da un cordoncino di setapp ■ l’asta s che unisce il centro del di-sco con la cerniera, si fa di vetro ondenon si disperda per essa l’elettricità.Il disco UH, nell’alzarsi, incontra unaasta di metallo qq , che conduce l’elet-tricità verso la punta i sopra la qualepassa il gas. Così ogni qual volta siapre la chiave per lasciar uscire l’idro-geno, alzasi nello stesso tempo il discoUFI, che tocca la cima o dell’asta qq , equesta conduce la scintilla elettrica at-traverso alla corrente del gas.

§. 8. Noi abbiamo, nella figura isopraccitata rappresentato partitamentel’apparato che serve a trasportare laelettricità : K è la chiave, y i un brac-cio orizzontale che muovesi con questachiave, e la cui cima i alzasi quandoessa si apre ; è appunto in i che attac-casi il cordoncino di seta pp , che alzail disco elettrizzato ; fez. sono duepiccole punte metalliche orizzontali,una delle quali t comunica col filo me-tallico qq conduttore dell’elettricità ;quando apresi il robinetto, il braccioy i, alzandosi aneli’ esso innalza, colmezzo del filo pp , il disco elettrizzato ;questo tocca l’asta qq , si scarica, e lascintilla passa dalla punta t, attraversoil gas che infiamma, alla punta *, dallaquale si scarica mediante la mano stessache apr e la chiave R.

§. g. Accade talvolta che il gasnon si accenda ; allora chiudesi la chia-vo ( col che si viene a riporre il discosulla stiacciata di resina, ciò che lo elet-trizza di nuovo, quindi la si riapreancora per provare se si accende : èraro il caso che non nasca relfetlo al• primo o secondo esperimento. Quando

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vedesi che la elettricità della resina èdissipata ( il che nasce ogni mese, edanco più di rado, secondo l’umiditàdell’atmosfera ) la si elettrizza di nuovostrofinandola con una pelle di gatto,con una coda di volpe od anche conun fascio di cimosse di panno.

Lucerna del doti. Fife .

§. io. Un miglioramento consi-derabile venne recato all’ accendi-Juo-co a gas idrogeno, da una scopertaimportantissima fatta dal prof. Doè-bereiner , dalla proprietà cioè che ha ilplatino, allorché è ridotto in filo spi-rale sottilissimo od in forma assai po-rosa (nella quale prende il nome dischiuma di platino) e presentato adun getto di gas infiammabile, di riscal-darsi, divenir rovente, ed accendere lacorrente del gas, se questa proprietàdurasse più di uno o due giorni.

§. ii. Ecco l’apparato semplicis-simo immaginato dal dott. Fife ondeottenere il gas idrogeno, ed arroventareil filo o la schiuma di platino ( Tav. I,fig. 2.)

A B C D è un tubo di vetro ricur-vo o sifone arrovesciato, d’un pollicecirca di diametro interno, il cui bracciopiù lungo A B ha otto pollici circa dilunghezza, mentre il più corto non neha che cinque ; questo sifone è postosopra una base L di legno. Terso lasommità del braccio più lungo, esceuna canna di rame M che abbraccia iltubo, e porta un piccolo braccio cui sicongiunge il filo di platino N piegatoa spirale, o una piccola gabbia fattadi fili di platino nella quale si riponela schiuma di platino. All’orificio D deltubo più corto, adattasi un tubo divetro E, che vi entra a cono, smeri-gliato in modo che esattamente vi siunisca, ed havvi una chiave F che facorpo con lui, e dopo la quale ne se-gue lo spinello G che ha un piccolo