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foro. Nel braccio più corto C D s’intro-duce un pezzo di grosso tubo di vetroII, il quale, appoggiando sul fondo ,serve a conservare il pezzo di zinco Iad un’ altezza conveniente ; versandoallora dell’ acido solforico ( allungatocome pegli altri apparati con sei partid’acqua) fino all’altezza aa , si pone asuo luogo il tubo di vetro E, munitodella sua chiave F ( che allora dev’ es-sere chiusa ) e del suo spinello G. Intale stato di cose, l’idrogeno prodottodall’acido e dallo zinco, comprime illiquido nel tubo C D, e lo fa innalzaresino quasi alla sommità del tubo Aallora se si apre la chiave F, l’idrogenoesce, arroventa il platino N e si ac-cende.
§. 12. Siffatto apparecchio noncustodisce poi la schiuma di platinocome conviene, e facilmente si scon-certa, per cui ne vediamo oggi in ven-dita presso i nostri minutieri con di-versa costruzione. Eccola. Entro unvaso A B (fig. 5 ) di lata verniciata,dell’altezza di cinque pollici circa e del-la grossezza quasi di tre vi sta un bic-chiere di vetro a b, o sia un recipientedi vetro che tutto internamente lo ve-ste : questo vaso è poi sorretto sur unpiedestallo di tavola C D, che tiene uncassettino con un piccolo stiletto permondare i fori, un altro pezzo di schiu-ma di platino per cangiarla ec. Questorecipiente ha un coperchio E F (fig. 3e 4 ) forato nel mezzo e, ed al quale èunito veramente tutto quanto l’appa-recchio, e che perciò a bene indicarlodividiamo in interno ed esterno. L’in-terno del coperchio tiene unito un tubodi vetro cc , entro a cui, col mezzo diun’asta di piombo, vi è sospeso un ci-lindro di zinco dd. L’esterno porta nelcentro un’asta M N, dalla quale parte adangolo retto un tubo capillare ii vuotonel mezzo, e sulla quale vi è una cer-
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niera o rubinetto o munita nel suointerno di un canaletto vv a guisadi C ), e portante sul suo asse un co-percliietto t: questa cerniera, colla di-versa sua posizione, ora permette liberala comunicazione dell’interno del tuboc d, con l’asta M N e col tubetto ii, edora all’ incontro lo impedisce , comevedesi appunto segnato il primo casonella fig. 3, ed il secondo nella fig. 4-Da un lato, e precisamente da quellocui volgesi il tubetto ii s’innalza un pie-destaletto nn su cui appoggia il platinop, bene mirando che questo sia perfet-tamente di contro e al livello stessodel tubetto. — Tutte le parti di questocoperchio, e precipuamente il rubinetto,devono così esattamente costruirsi dacombaciare a dovere in ogni punto inmodo che non escano particelle di ariae di gas o dove non devano o quandonon vogliasi : così, siccome si sa chel’apparecchio è chiuso quando il cappel-letto è abbassato, dovrà farsi il con-sueto congegno per fermarlo, nello al-zarsi, quando i condotti s’incontranoperfettamente.
§. i 3 . Quando vuoisi per uso diquesta lucerna si empio il vaso del mi-scuglio d’acqua e acido ricordato di so-pra ( §. n) fino all’ altezza zz. circa,tenendo alzato il cappelletto t onde l’a-ria ed il gas escano per poco ed eviti ilpericolo di una detonazione. Quandosi abbasserà il cappelletto, allora il gas,che continua a svolgersi, non potendopiù uscire all’esterno, si raccoglierà neltubo cc, spingendo tutta l’acqua nelvaso ab,e si renderà pronto a svolgersiquando si vorrà accendere il lume, osia quando si alzerà il cappelletto. Ac-cade talvolta che il gas non s’infiam-mi: allora si abbasserà il cappelletto equindi rialzandolo, dopo pochi secondi,si otterrà l’effetto senza dubbio, pur-ché non dipenda d* mancamento nella