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Tomo primo.
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produce una viva combustione che ac-cende poi il legno.

Accendi-lume fiammifero.

§. 29 . Un altro genere di accendi-lume venne tra noi a prendere il postoad altri, però mantenendosi in creditosoltanto fino a che riesciva nuovo.

§. 3o. Consiste questo in un pez-zetto di cartone semplicemente prepa-rato, intonacandone una sua parete dicolla, e spargendovi sopra con unostaccio un leggero strato di sanguignao di smeriglio, e quindi lasciandoloasciugare ; ed in alcuni solfanelli insol-forati e inescati con un po’ di fulminatodi mercurio, applicato con la gomma,nella stessa guisa che si pratica pe’sol-fanelli col clorato di potassa. Ove vo-gliasi far senza cartone, basta inescarei solfanelli con fulminato più spogliodi gomma e di cera, e quindi soffre-garli contro un corpo granelloso, comeil muro, il tavolo ecc.

I cartoni degli accendi-lume checi vengono d’Inghilterra sono superioriai nostri per qualità, giacché quelli qui-vi preparati dopo aver sorvito pochevolte più non adempiono il loro uffizio.

§. 3 1 . Il fulminato d’oro apparec-chiasi sciogliendo una parte di mercu-rio in dodici parti di acido nitrico a34°- Allorché tutto il metallo è disciol-to, aggiugnesi due parti di alcool a 36°,e si continua a scaldare moderatamen-te. Compariscono subito alla superficievapori bianchi, e si formerà un preci-pitato bianco : allora si toglierà il li-quore dal fuoco, e lo si lascierà raf-freddare. Finalmente si getta il precipi-tato sul filtro, e lo si lava con acquastillata fin tanto che tutto l’acido nitricoin eccesso sia scomparso . — Centoparti di mercurio danno 125 parti circadi fulminato.

§. 3a. Non si può mai abbastanzaavvertire essere tale sostanza perico-

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losissima a maneggiarsi per la sommafacilità con cui detona. Devesi quindi as-solutamente manipolarne piccola quan-tità per volta, ed ove si aggiunga allagomma, in cui lo si impasta, un po’ dicera bianca secca, la si renderà menopericolosa ancora.

PlROFORI

Piroforo diHomberg.

§. 33. Il Piroforo di' Hombergprese il nome del suo scopritore, ilquale rintracciava tutt’altra sostanza chequesta, poiché distillava delle materiefecali unitamente a dell’allume. Lemeryil giovane, in seguito mostrò che conaltri corpi, tanto vegetabili che animali,si potevano avere dei pirofori.

§.34. U Piroforo è un miscu-glio, che ha la proprietà d’accendersiesposto all’azione dell’aria, specialmen-te .se è umida ; e, in mancanza dell’umi-dità aerea, vi fa nascere la combustionel’umido, che può contenere il corposul quale si colloca per ricevere F in-flusso dell’aria.

§. 35. Ora i Chimici usano il se-guente metodo per fabbricare il Piro-foro , di cui si è parlato, il quale nonvaria nel modo di procedere, quantun-que le materie, che concorrono a for-marlo possano essere variate a piaceredegli operatori ; e per la buona riuscitadell’esperienza basta che nel resultatodell’operazione vi resti un alcali, ov-vero una terra alcalina allo stalo cau-stico unitamente a dello zolfo e delcarbone. Le dosi delle materie comu-nemente impiegate sono tre parti d’al-lume, ed una di zucchero. Queste so-stanze si pongono in una padella diferro a torrefare ; si cessa da questa