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Tomo primo.
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e perchè Stieno tranquille, si accarez-zano con tutti quei riguardi che nonpossano molestare il maschio.

§. y 5 . Avvenuta la ejaculazione,che si conosce nel maschio da una mo-mentanea oscillazione nel tronco dellasua coda, e da un subito languore chelo invade dopo i più robusti e i piùvivaci scuotimenti della groppa e dellacoda, si fa avanzare la femmina dueo tre passi, perchè egli discenda, e non

10 si fa rinculare, come malamente siusa pure da molti, senza riflettere chenon devesi mai affaticargli molto i gar-retti, i quali sono appunto di grandeimportanza nei maschi da razza.

Quali riguardi si debbano avere almaschio ed alla femmina dopo l'ac-coppiamento.

§. 7G. Il maschio si ricondurràsubito alla stalla per ben stropicciarlocon paglia, o con pannilini, e togliergli

11 sudore ( cedi Asciuttare ) ; e posciadargli un po’di avena, coprirlo con telaaffinché si mantenga alquanto caldo, elasciarlo quindi in tutta tranquillità perdue o tre ore. Dopo gli si darà alle sta-bilite ore il dovuto cibo e la bevanda,e, come vedremo (§§. 77 e 79), non selo lascierà di nuovo accoppiare che ilgiorno appresso 5 gli si procurerà anchedei riposi a norma del bisogno. — Inol-tre non lo si dovrà in nulla esercitaredurante il tempo che si presta alla fe-condazione.

Quanto alla femmina , si rinviiessa al suo posto, od anche al prato, omeglio ancora, se mostra di esser tran-quilla, la si lascierà ivi per alcune ore.Alcuni praticano di gettarle, subito do-po, dell’acqua fredda sul dorso affinchèmeglio "ritenga il liquore fecondante,altri Ia’percuotono persino, ed altri lamandano nel fiume, o la fanno trot-tare ecc.; ma sono pur queste pratiche,come tante altre che avemmo occasione

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di osservare in questo articolo, scioccheed assurde, e che recano più discapitoche avvantaggio, perchè l’umore sper-matico che alcune perdono finito l'attóè più che abbondante alla Fecondazionedel germe ( v. questo vocabolo ) : noiparteggiamo tanto per la quiete, chenemmeno consigliamo di stropicciarlaed asciuttarla.

Terminate le monte si assogget-tano i maschi ad una cura antimoniale ;ma a noi giammai garbò quest’uso, iiquale non troviamo conforme alle leggidella natura. ( V. Antimonio. )

Quanti accoppiamenti si debbanopermettere al maschio.

§. 77. Il maschio si fa servirenecessariamente a più femmine, ma li-mitar se ne deve il numero a normadella età e della forza, perchè un sover-chio accoppiamento non fa che ren-derlo presto assai debole, e quindi nonapporta che un malinteso guadagno,e dà prodotti cattivi : al contrario, lidà altrettanto migliori, quanto più conriserva Io si concede, e in questo casoè tanto più facilmente prolifico.

Sarà poi vantaggioso alla conser-vazione del maschio il non lasciarlo ac-coppiare che una volta al giorno, e rac-cordagliene uno di riposo ogni tre,quattro o sette almeno ; tenendo perfermo, che il maschio di mezza età ope-rar deve più del vecchio e del giovine,e sempre ne sia guida il vigore.

Cavallo.

§. 78. Nel corso della stagioneamorosa possonsi abbandonare ad unmaschio ben nutrito, e tutta natura,quindici o venti femmine al più e tutteche abbiano eguali disposizioni, abben-chè siasi erroneamente veduto accor-darne fino a cento.

Di fatti, l’esperienza ci fa conosce-re, che gli stalloni napoletani, spagnuohe barbari, i quali coprono spesso sino