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Tomo primo.
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seme di Palma germogliarne, veggonsile foglie, prima inserite le une nelle al-tre, dispiegarsi e formare sopra la ra-dice una specie di mazzetto o di ciocca'circolare ; ma non se ne sviluppa alcungambo, e per conseguenza verun tron-co. Il secondo anno, dal centro di quelfascetto di foglie sorte un altro fascettosimile del tutto al primo, il quale, dila-tando in fuori quelle del precedenteanno, s’innalza sopra di esse. Ognianno rinnovasi il medesimo fenomeno,cioè dal centro dell’ultimo fascetto neesce pure un nuovo, il quale lo dilataal di fuori e al di sopra si erige. A mi-sura che sviluppansi nuove gemme cen-trali appassiscono le foglie più infe-riori dei primi fascetti, si seccano e ca-dono, rimanendone sola la base. Ed èquesta parte inferiore delle foglierà qua-le, ispessendosi, saldandosi insieme, for-ma successivamente tanti anelli sovrap-posti, che costituiscono lo stipite degliÀlberi Monocotiledoni. Per tal modoosservansi sempre sullo stipite certespecie di squame ineguali, le quali al-tro non sono che le basi delle foglieche hanno persistito, si sono saldateed acquistarono solidità e durezza.

Dietro il detto modo di sviluppo,vedesi che il tronco degli Àlberi Mo-nocotiledoni ’, invece di essere formato,come quello dei Dicotiledoni , da straticoncentrici, cioè, inseriti gli uni neglialtri, componesi di anelli sovrapposti.Ciascuno di tali anelli , solidificato chesia una volta, non si accresce più in dia-metro ; e per questa ragione le Palmedi altezza gigantesca hanno spesso untronco che dà appena otto o dieci pol-lici di diametro.

Accrescimento in altezza degli AlberiDicotiledoni e Monocotilèdoni.

§. 36. Alla fine del primo anno,il tronco di un giovane Albero Dicoti-ledone forma una specie di cono allun-

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gatissimo , terminato da una gemma .Componesi esso tronco da uno stratoA'Alburno ed uno di corteccia, e, fraqueste due parti, d’un Libro nuovamen-te organizzato. Provengono simili partida uno sviluppo della gemmetta rin-chiusa fra i due cotiledoni. Quandol’anno seguente ricomincia la vegeta-zione, Ja gemma che termina il troncosulla cima, si sviluppa, si allunga, dàorigine ad un nuovo pollone, che provanel suo scioglimento i fenomeni stessidel primo getto. In cima di quel nuovopollone formasi una gemma terminale,destinata a svilupparsi nell’anno susse-guente. Negli Alberi Dicotiledoni , tro-vasi dunque il tronco formato da unaserie di coni allungatissimi, internatigli uni negli altri, e la cui punta stas-sene nell’alto. La cima del cono piùinterno, cioè del primo che siasi for-mato, fermasi alla base del secondo, ecosi successivamente ciascheduno diquei coni forma uno strato legnoso. Sicomprende agevolmente ch’ei non è se.non alla base del tronco che il numerodegli strati legnosi corrisponde esatta-mente al numero degli anni dell’albero;di sorta che un tronco di dieci anni,tagliato alla base, offrirà dieci stratilegnosi ; non ne mostrerà che nove selo si tagli all’altezza del secondo getto,che otto all’altezza del terzo ec. Que-sto modo di accrescimento in altezzaspiega il perchè negli Alberi Dicotile-doni il tronco va verso la cima assot-tigliandosi, ed offre quasi sempre laforma d’un cono allungato.

Così dunque negli Alberi Dicoti-ledoni l’accrescimento in altezza devesrall’allungamento aereo della gemma ter-minale,

§. 3y. Quanto allo stipite de'Mo-nocotiledoni, abbiam detto precedente-mente, parlando del loro sviluppo indiametro, che l’accrescimento in alte***