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rossi appena la carta tinta di tornasole ;quindi si faccia evaporare il liquore aconsistenza di sciroppo ; poscia ai raggisolari od a lento calore di stufa si con-densi in forma salina, ed in fine si pol-verizzi.
Con questo metodo però difficil-mente lo si ottiene cristallizzato, laondeconverrà meglio adottare il seguente.
§. 2. Si faccia sciogliere la morfi-na nell’alcool, poscia si filtri la solu-zione ; si neutralizzi il liquore coll’acidoacetico, e si evapori il tutto a secchez-za. L’acetato in tal modo ottenuto con-tiene in eccesso della morfina, e questacircostanza si potrà conoscere tentandodi farlo sciogliere nell’acqua ; ritenendoche la parte insolubile è appunto lamorfina che non è interamente saturadi acido acetico.
Caratteri.
§. 3 . Si presenta questo sale perlo più in massa bianca senza ordine■alcuno di cristalli; il sapore n’è amaro.
Azione ed uso.
§. 4 - *Gode delle stesse virtù del-la Monna a ( v. questo vocabolo ), maper la sua solubilità agisce con più sol-lecitudine ed energia ; la sua azioneprincipale la esercita sul cervello , edetermina, esagerandone la dose, irrita-zioni, congestioni, emorragie, offusca-menti di vista, indebolimento negli altrisensi. E osservabile però che l’azionenarcotica di questo acetato è, come l’op-pio e gli altri suoi preparati, quasi nul-la negli erbivori, e principalmente nelCavallo e nel Bue.
§. 5 . Dalle esperienze di Bailly :risulta che l’acetato di morfina cagiona: :i.° Vomito con dolore. 2. 0 Stitichezza, <ed a lungo usato diaerrea copiosa . :3 .° Nell’uomo unicamente porta l’azio- 1ne sua sul collo della vescica e sulla ]prostata inducendo ritenzione d’urina, ;non alterando però il respiro c la c-ir- :
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; colazione generale, e non aumentandoi nè il sudore, nè la tosse, nè il calorei animale, e neppure le emorragie degli
■ organi polmonari e gastrici. 4 -° Genera
■ un prurito incomodo, e qualche voltaalcuni bottoncini alla pelle. 5 .° Final-
• mente non puossi considerare questai sostanza come narcotico nel senso diprodurre assopimento, destando tutti ifenomeni d’irritazione cerebrale. —An-che il signor Chevallier colle sue os-servazioni ottenne all’incirca simili ri-sultati.
§. 6. * Adoperandolo però a di-screta dose produce tutti gli effetti me-ravigliosi dell’ oppio , sedando i dolo-ri, conciliando il sonno e correggendoprontamente gli effetti cagionati da certepotenze deleterie ; quindi più partico-larmente si adoprerà contro il tetano,l’idrofobia, le tossi irritative : in unaparola ovunque è indicato 1’ oppio .Così pure il dottor f'assal stima esserecotesta sostanza eccellente paregorico esollevante farmaco da potersi usare conquella franchezza con cui si consiglial’estratto d’oppio acquoso.
Dose e modo d’amministrarlo.
§. 7. * Da due dramme a mezzaoncia sciolto in tre oncie di sciroppocomune, e senza tema si può portarea un’ oncia pei Cavalli e pei Buoi ,ripetendone anche la dose nello stes-so giorno a norma- degli effetti cheproduce.
Venejizio.
§. 8. * Ove impertanto si sommi-nistrasse ad altissima dose si vedrebbe-ro sorgere negl’individui ora un’incli-nazione al sonno ed allo stato di sopore,ed ora un delirio capace di guidarlialla frenesia per poi ricadere in un piro-fondo letargo ; talvolta si manifestanopmre la nausea ed il vomito, la degluti-zione si fa difficoltosa ed anche impos-sibile,'la respùrazionc frequente, allo