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dovere di far conoscere ai fabbricatoripoco versati nello studio della chimi-ca, cagionando questa ad essi grandiimbarazzi, e sovente perdite conside-rabili : vogliamo dire, della proprietàche ha esso di caricarsi di una nuo-va dose del suo proprio ossido, e for-mare in questa guisa un sotto - ace-tato molto più solubile, e che me-scolandosi all’ acetato di piombo co-mune ne rende viscose le dissoluzioni,cangia la forma di cristallizzazione, uni-sce i cristalli, dà loro un aspetto un-tuoso, e ne impedisce la diseccazione.Quest’ inconveniente si offriva assaispesso nell’antico metodo di fabbrica-zione. Il calore necessario per concen-trare le dissoluzioni, bastava per vola-tilizzare una parte più o meno grandedell’ acido , e decomporne un’ altra .L’ossido sovrabbondante era tenuto indissoluzione dall’acetato, e ne risultavaun sotto-acetato. Del resto,questa com-binazione, tanto nociva in tale circo-stanza, e che Scheele , pel primo, fececonoscere, divenne per la Francia unasorgente di prosperità, poiché le som-ministrò il mezzo di fabbricare un pro-dotto che traeva prima dall’estero, e delquale consuma una grandissima quan-tità, e che noi desideriamo egualmenteprofittevole alla nostra Italia.
§. 18. Da questa proprietà quindine viene, che esso discioglie un pesoquasi eguale al suo di protossido dipiombo, e forma così un sotto-acetato ,il quale ottiensi facendo bollire in vasidi rame stagnato una parte di acetatoneutro, due parti di ossido di piomboe a 3 parti di acqua ; si fa bollire perbrevi istanti il liquore, poi si filtra e siconserva.
di sostituirlo al nitrato di piombo per im-pregnare i pezzi di corda che si adopranoneH’artiglieria a dar fuoco alla polvere neicannoni. ( V. Miccia. )
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§. tg. * Se però si usa di otte-nere codesta combinazione a caldo, conmolla accortezza ci ricorda il diligen-tissimo Robiquet , che essa si fa per-fettamente bene, ma che meglio ancorasi fa a freddo; occorre, è vero, un tem-po alquanto più lungo, ma la perditae minore. Quando si fa reagire, a fred-do o ad una temperatura elevata, l’ace-tato sopra il protossido di piombo ,deponesi sempre un sedimento biancopoco solubile, che si considerò comecarbonato di piombo, ma che potrebbeforse essere tutt’altra cosa. E anzi mol-to probabile che sia in gran parte uncomposto del secondo sotto-acetato,del quale parla Benelius. Checché nesia, alla temperatura ordinaria non sene forma che poca, principalmente senon si ponga un eccesso di ossido.Quindi per tal motivo noi diamo lapreferenza al metodo seguente.
§. 20. *Prendesi i chil. di sai di isaturno, che si fa sciogliere in 5 chil.d’acqua; vi si aggiunge i chil. e mezzodi litargirio polverizzato ; si mesce iltutto più volte in un giorno, e di tem-po in tempo vi si aggiunge un poco diacqua ; in capo a due o tre giorni lacombinazione d’ordinario è finita, e re-stano circa 4oo grani, di litargirio nondisciolto. Con questo sotto-acetato ot-tiensi la cerussa , come diremo a suo .luogo. ( V. Cerussa. )
Caratteri fisico-chimici. !
§. 2i. Questo sale si cristallizza |in lamine opache e bianche ; ha un sa-pore astringente e meno zuccherosodell’acetato neutro. Agisce su i colorivegetabili nel modo stesso dei sali alca-lini ; è inalterabile all’ aria, e la sua so-lubilità nell’acqua è molto minore del-l’acetato neutro. Tutte le dissoluzionidei sali neutri lo intorbidano, forman-dosi dei sotto-sali insolubili . Tienepure decomposto dalle dissoluzioni di