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Tomo primo.
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ACETI MEDICINALI. V. Aceto .

ACETICA (fermentazione). V. Fer-mentazione .

ACETICO (acido). V. Acido ace-tico.

ACETICO (etere). V. Etere ace-tico.

acetificazione.

Che cosa sia.

§. i. E il procedimento peF mezzodel quale si trasformano in aceto i li-quidi suscettivi della fermentazione ace-tosa, quali sono in generale i vinosi ; èquindi la stessa fermentazione acetosa,per effetto della quale avviene la scom-posizione delle parli alcooliche, i cuielementi, carbonio, idrogeno, ossigeno,riunendosi sotto altre proporzioni, assu-mono quella specie di acidità cui noinoi denominiamo acetosità , la qualedà, per ultimo risullamento, quel liquoreacido, che volgarmente e nel commer-cio porta il nome di Aceto , e che iChimici distinguono coll’appellativo diacido acetoso. (V. Aceto .)

Condizioni per determinarla.

§. 2 . Molti sono o si consideranogli agenti della acetificazione, quali ariaatmosferica , calorico , moto, elettri-cità , ecc.

La necessità dell’ossigeno alla for-mazione degli acidi, fece supporre chedalla atmosfera , che manifestamentene contiene, si dovesse ripetere l’aceti-ficazione indipendentemente da qualsi-voglia procedimento fermentativo : altrinon videro nell’ atmosfera se non seun elemento indispensabile allo ecci-tarsi della fermentazione acetosa unicada cui procede l’acetificazione. Se peròsi ponga mente che il vino esposto al-l’aria perde in breve le sue parti mi-gliori che sono le alcooliche, si snerva,e, sciolte le precedenti intime combi-nazioni elementari, s’ intorbida, anne-risce e volge al grasso ed al guasto,

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senza assumere verun grado di acidità,non si considererà più così di leggeril’atmosfera quale acetificatore. I vinidelle conchette ne sono la più pal-mare dimostrazione. Noi conosciamodel pari, per le recenti accuratissimeosservazioni del benemerito Becher ,dimostrata la nessuna necessità dellapresenza e concorso dell’aria a disvi-luppare e sostenere la fermentazionevinosa, nè sapremmo trovare ripugnan-za ad estendere Vegliai teorema allafermentazione acetosa, la quale non èse non un seguito della prima ; e ciòoltre quanto può dedursi dal fatto delritrovarsi talvolta acetificato il vinochiuso in bottiglie colla ordinaria erme-tricità, e senza la comparsa de’fiori insuperficie. Senza dunque escludere chel’aria, sotto determinate circostanze,pos-sa influire nella mutazione del vino inaceto, la di cui azione non dee consi-derarsi se non secondaria, ossia aju-tatrice ed acceleratrice di quel movi-mento intestino che, eccitato da altriagenti, tende a scomporre il liquido nelquale lavora per condurlo a nuovecombinazioni (i).

§. 5. I vini conservali in luoghi,la cui temperatura trovisi al disotto delgrado io.™ Reaumuriano, quali sonoquelli rinchiusi nelle grotte del Lario e del Yerbano, escavate nel masso mon-tuoso, e riposti in botti di pietra, nonentrano mai nella fermentazione aceto-sa, quantunque non si ponga colà grancura nel mantenere colme le botti. Du-rante la loro dimora colà i vini non

(i) La riserbatezza di cui con saggioavvedimento usa questo nostro collaborato-re dott. Lomeni, ci dà adito di avvertirei lettori che il chiarissimo prof. Giulj pensadiversamente ; quindi in tale incertezzasembra miglior consiglio attenerci in praticaal parere di quest’ultimo.

r. SERA.