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Tomo primo.
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compiutamente fatto, e si conserva invasi ben chiusi. Se quest’ aceto è statopreparato colle Ciliege nere, si chiari-sce coi mezzi di sopra indicati.

Aceto del sugo vegetativodelle piante.

§. Ig. In tempo che il sugo vege-tativo delle piante è abbondevole, especialmente in primavera, si può pro-fittarne per la fabbricazione dell’aceto,dando la preferenza a quello del Pe-ro selvatico, o della Quercia. Si fa atal oggetto un’incisione longitudinalenell’albero, della lunghezza di tre pol-lici, e distante dal suolo due braccia,procurando che resti situata dalla partedi mezzogiorno. Si aprono i labbri del-la ferita alzando lateralmente la scorza,ed in basso vi si conficca una lama dicoltello, o un pezzo di canna, per riu-nire il sugo, che si separa, e raccor-lo dentro un vaso di terra invernicia-ta o di vetro, e non mai di metallo,perchè potrebbe pregiudicare alla bontàdell’aceto. Si filtra per un pannolinofino, e si pone dentro alcune bottigliedi vetro che si tengono turate : dopotre mesi si ha un aceto eccellente. Nondeesi temere della perdita della pianta,perchè cinque o sei bottiglie di sugonon le fanno risentire alcun danno, ela ferita si rimargina tosto che vi siapplica terra, o cenere. Sarebbe utileintrodur questo metodo nelle marem-me, ove per mancanza di abitanti nonsi coltiva la vite, ed anche nei luoghifreddi, nei quali non può vegetare que-sta pianta.

Aceto fatto coll'Orzo, e col Gra-no uniti insieme, o sia dell'Acetodi Birra.

§. 20 . Parmentier , tanto beneme-rito della Chimica economica, ha fattealcune ricerche dirette ad aumentar ilnumero delle sostanze che possono daraceto , e fra queste egli loda l’Orso

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il Grano mescolati insieme per sup-plire al vino, ove se ne provi scarsezza,o total mancanza. Tanto l'orzo, che ilgrano devono esser ridotti allo statodi malto. Si possono far due sorte dimalto tanto col grano, che coll’orzo,secondo la diversità del mezzo d’asciu-garlo ; e si conoscono col nome di mal-to seccato al Sole, e seccato al fuoco,secondo che si dà termine all’opera-zione. Son sempre necessarie simulta-neamente queste due specie di maltoper aver l’aceto, ma conviene adope-rare una maggior quantità d’orzo, chedi grano. Le proporzioni del malto ,dichiarate dall’esperienza come le piùsicure per ottener questo condimento,sono di due parti di malto d’orzo, ed’una di quello di grano. L’uno e l’al-tro si fanno grossolanamente macinare,ed in seguito disciogliere in quattroparti d’acqua, che deve esser stataposta a bollire, ma che al momentodell’unione delle indicate materie è ne-cessario sia tiepida. L’acqua convieneversarla in una bigoncia, od altro vasodi legno, che abbia i medesimi requi-siti ; e la mescolanza della medesimacolle sostanze indicate si fa con ba-stoni fino a che ne sia compiutamentefinita. Allora si cessa di muovere ilmisto, e si ricopre il vaso, che lo con-tiene, Fa d’uopo in seguito di prepa-rare un altro vaso, che abbia, alla di-stanza di due pollici dal vero fondo,un altro falso fondo fatto di bacchettedi legno, intessuto con paglia di segale,e ritenuto alla distanza richiesta conadattati sostegni. La pasta, che è nelprimo vaso, si colloca nel secondo, evi si versa dell’acqua bollente, lascian-dolo ricoperto per un’ora e mezzo,dopo di che dalla cannella posta tra idue fondi si toglie l’acqua, che s’è fil-trata. S’infonde nuova acqua bollitasopra il malto j e passato il tempo indi-