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fascinalo in queste differenti combina-zioni, resta nella storta, e, per lo più,conserva la forma originale della mate-ria che lo produsse.
§. 44- Dacché cercossi di ridurrea principii ragionati le diverse opera-zioni delle arti, e porle a livello dellescientifiche cognizioni, s’introdusseroin molti rami di fabbricazione parec-chi miglioramenti , dei quali dappri-ma si avrebbe durato fatica a crederlicapaci. Così venne singolarmente av-vantaggiato il metodo per la carboniz-zazione del legno, e si giunse, partendodai dati precedenti, a trarre un piùutile partito da molti prodotti che unavolta neppure si raccoglievano.
§. 45. Nei boschi, per carboniz-zare le legna, le si dispongono in cata-ste, di forma conica, e si ha l’atten-zione di lasciarvi uno spazio liberoalla base per cominciare la combustio-ne ; poscia copronsi con terra, cosicchél’insieme viene a formare una speciedi forno; si fanno quindi, qua e là ver-so la cima, merlature o camini, perdare sfogo al fumo e ai vapori che sisviluppano. Finita la costruzione delmonte, vi s’introducono alcuni legniaccesi; la combustione comincia, l’a-cqua di vegetazione si dissipa, e quandoil calore è giunto ad un certo gradod’intensità, e sparso egualmente in tuttala massa, si chiudono tutte le uscite.( V. Carbone ). La temperatura elevatadel monte conservasi a lungo, la carbo-nizzazione continua, ma la combustionenon può più nascere, mentre l’aria nonvi può entrare.
§. 46. Presentemente si opera inun modo del tutto diverso, onde otte-nere migliori risultamenti. Introduconsile legna, da ridursi in carbone, in alcunivasi grandi A ( v. Tav. II, fig. 1 e 2)circolari o quadrati, fatti di lamine diferro ribadite, che hanno nella loro
Di- U , di J S r ., Voi. I.
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parte superiore e lateralmente, un pic-colo cilindro parimenti di lamina.
Alla sommità di questo vaso adat-tasi un coperchio anch’esso di laminaB, e che attaccasi con chiavette (1).Questo vaso così chiuso rappresenta,com’è chiaro, una storta assai vasta.Quando è preparato, come abbiamo det-to, alzasi col mezzo d’una grù C, chegira sopra un perno, collocasi in unfornello D , d’una forma adattata aquella del vaso ; copresi l’apertura delfornello con una specie di stiacciatadi muro E. Così disposto il tutto, siriscalda con alcuni combustibili. Dap-prima si dissipa la umidità del le-gno, ma poco a poco il vapore cessadi essere trasparente, e comincia adapparire fuligginoso, ed è quello il mo-mento di adattare al piccolo cilindrolaterale un allungatore ; questo è in-guainato, come i tubi dei cannocchiali,in un altro tubo che segue lo stessoangolo d’inclinazione, e comincia l’ap-parato condensatore. I mezzi di con-densare variano secondo la località ; inalcune fabbriche si raffredda col mezzodell’aria, facendo percorrere al vaporemolto spazio in un lungo seguito dicilindri, talvolta in botti adattate le unealle altre, ma per lo più si condensacon l’acqua, quando si possa procurar-sene facilmente in abbondanza. L’ap-parato più semplice che si adoperiper tale oggetto , consiste in due cilin-dri FF che si inviluppano reciproca-mente , e lasciano fra loro uno spaziobastante perchè una sufficiente quan-tità d’acqua vi possa circolare e raf-freddare i saponi. Questo doppio ci-lindro è adattato al vaso distillatorioed ha una specie d’inclinazione. A questo
(1) Questo coperchio lutasi con qual-cuno dei luti apiri, che descriveremo a suoluogo, ( i r , Luti.)
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