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Tomo primo.
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si pone in azione la tromba per le-vare il catrame depostosi ; il serbatoioha, verso la cima, un largo foro, il qua-le, quando, contiene troppo liquido,lascia uscire F acido chiaro che cola inun serbatoio da cui viene levato conun’altra tromba.

§. 5 7. L’acido piro-legnoso sepa-rato in tal guisa dal catrame, che nonera in esso disciolto, viene condotto dalserbatoio in vaste caldaie di lamine diferro, nelle quali si satura con la calce,o con la creta ; 1’ acido, saturandosi,spogliasi di un’ altra parte di catrame,che si leva con iscumar uole, e poi la-sciasi in riposo per poter travasare illiquido chiaro con una semplice deedecantazione.

§. 58 . li 1 acetato di calce ottenutoin tal modo, prima di essere mescolatoalle acque dilavamento, segna con l’are-ometro un grado simile al grado aci-di-metrico dell’ acido adoperato . Sva-porasi questa dissoluzione fino a tantoche segni 1 5 ° sull’areometro, e vi si ag-giunge una dissoluzione concentrata disolfato di soda, gli acidi cangiano le ba-si, ed ottiensi da una parte del solfato dicalce che si precipita, dall’altra dell’ a-cetato di soda che resta nel liquore. Inalcune fabbriche, invece di operare co-me abbiamo indicato, si fa sciogliere acaldo il solfato di soda nell’acido ace-tico , e poscia si satura con la creta ocon la calce ; con questo mezzo si ri-sparmia di adoperare 1’ acqua per di-sciogliere il solfato , ed ottiensi un li-quore egualmente concentrato che conP altro metodo, senza bisogno di pre-cedente evaporazione ; in tutti e due icasi si lascia deporre il solfato di calcee si decanta , ed i residui sono serbatiper essere assoggettati ad una lisciva, ele ultime acque che ne provengono ser-vono ad altre lavature.

§. 5 g. L’ acetato di soda eh a ri-

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sulta da questa doppia decomposizionesi fa poscia evaporare fino a che abbia27, 0 o 28°, secondo la stagione, e quan-do la dissoluzione è giunta a questopunto di concentrazione, versasi in ara-pii vasi da cristallizzare, ed in capo a treo quattro giorni, secondo la grandezzadei vasi, decantansi le acque madri, e daquesta prima cristallizzazione ottengon-si prismi romboidali molto coloriti evoluminosi, aventi le facce d’una granprecisione, e gli spigoli molto vivi . Leacque madri sono assoggettate a suc-cessive evaporazioni e cristallizzazioni,e quando più non si cristallizzano , siabbruciano per convertirle in carbo-nato di soda.

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g. 60. Per evitare gli sperimen-ti a tentone, sempre dannosi pel tempoche fanno perdere e pei cattivi risulta-menti ai quali bene spesso conducono,prima d’incominciare questa operazio-ne , si determinano col calcolo le pro-porzioni rigorosamente necessarie perla decomposizione reciproca ; ma ciònon è indispensabile che allorquandosi cangi l’acido o il solfato. Se due sa-li , saturati allo stesso grado , sono su-scettibili di decomporsi vicendevolmen-te , perchè in essi non avvenga uneccesso , bisogna che entrambi con-tengano l’identica quantità di acidoreale. Ora questa quantità d’acido rea-le sta in proporzione del peso assolu-to dell’acido e della sua capacità di sa-turazione , ossia del suo grado acidi-metrico: si può dunque rappresentarlaper il prodotto del peso assoluto mol-tiplicato pel grado. Quindi, prima disaturare F acido acetico , se ne prendeil grado , col metodo indicato alla pa-rola Acido, poi si moltiplica questogrado pel numero di chilogrammi chesi vuole impiegare, ed il prodotto è laquantità d’acido reale contenuta in tut-ta la massa che si vuol trasmutare ha