o aceto5» pur
le a pra-potassapezierietartaro: un’ on-ole por-appesta.n’ effer-a poconon ac-ora l’a-quantapiù aci-ole ; e,mpiega-: un’on-ettarve-ito dellaeguenteaceto inmezzoircuma,: si puòsi pro-sso. Ina pic-re dellaItati) di-rizzata ,ntinua-e, saràppa po-punlo
liori gli:cale diineia diun ba-otterrà1’ acetodei bi-li el suo
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Trattato elementare di Chimica teo-rico-pratico , che i mercatanti di Parigi sogliono rendere questo liquido, ancheordinario, d 1 una qualità superiore aglialtri, unendo cento parti di questo atrentacinque d’ossiacetoso ( aceto ra-dicale J e da circa 16 parti di alcool, lequali sostanze gli accrescono la fragran-za e quella volatilità, che non si puòriscontrare nelle altre specie di aceto,quantunque fatto secondo le miglioriregole e con una precisione ed esattez-za somma.
DOTT. DA-PARÈ.
Aceti fatturati.
§. g 3 . Parecchie sostanze, più omeno nocevoli, aggiungonsi all’ acetoeolia mira d’infortirlo : talvolta si cer-ca di sostituire Vaceto di Mele , di Ci-liegie, di Orzo ecc., o se ne mesce ingran parte. Nel primo caso, e più as-sai nel secondo, non vi troviamo le stes-se proprietà fisiche di quello provenien-te dal vino bianco, o tutto al più lo sidistingue per un certo lieve sapore diMela o di Pera. Assoggettando il pri-mo a qualche reattivo, noi troviamo chel’ossalato di ammoniaca vi produce uncopioso precipitato, mentre appena in-torbida l’aceto divino; l’acetato dipiombo, per l’opposto, somministra unprecipitato assai più abbondante" col-l’aceto di vino. Ove lo si faccia eva-porare a moderato calore entro unacapsula di platino o di porcellana, nondà nè cremore di tartaro, nè verunaltro deposito salino, sebbene lo siabbia ridotto al sedicesimo del pro-prio volume, e sia raffreddato, mentreche 1’ aceto di vino lascia cristallizzaremolto tartrato acidulo di potassa. Eva-porando l’aceto di sidro fino alla con-sistenza di sciroppo, somministra unresiduo di color rosso carico, molloabbondante, molto vischioso, di saporesalato, poco acido, traente al sapore
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della pellicola della Mela ; il residuoche fornisce l’aceto di vino, dopo aver-ne separati i sali che depositaronsi, èper l’opposto scarso, appena vischioso,e di sapore forte, soltanto acido.
§. g 4 - Altri praticano la falsifica-zione aggiugnendovi vini deboli o fec-ce, e siccome questi oggetti facilmente siconoscono col mezzo dell’ enometro,come si è detto di sopra, così tentanoalmeno di dargli un sapor acido e for-te al palato aggiugnendovi alcune so-stanze acri, come la Galanga maggio-re, il Peperone, lo Zenzero ; le radicidi Aro e di Piretro ; la Corteccia diMezzereo; i semi di Senape , di Pepe ecc.L’aceto così fatturato si conosce per-chè nel gustarlo lascia sulla lingua esulle fauci un calore bruciante, chesembra acidità, e non è invece che ef-fetto della forte irritazione che produ-cono queste sostanze. Lo si può ancheevaporare fino alla sesta parte del suovolume con lo scopo di lasciar cristal-lizzare e deporre i sali in capo ad al-cune ore di raffreddamento; quindi de-cantarlo e sottoporlo di nuovo allaevaporazione fino alla consistenza disciloppo, e poscia accertarsi della pre-senza di dette sostanze mediante il sa-pore, il quale, nel caso affermativo, èacre ed amaro. Il più spicciativo mez-zo poi si è di vedere quanto carbonatodi potassa secco vi voglia a saturarlo,sapendo che ogni oncia di buon acetodi vino puro ne esige ordinariamente6o grani, e questo invece, tutto cheforte, ne esige assai meno, cioè dai 20ai 26 grani. (V.§. go.)
§. g 5 . Ma le falsificazioni più ter-ribili, e degne in vero di punizione,sulle quali è principalmente uopo pormente, e interessar sempre le Autoritàlocali, mediche e amministrative, so-no quelle che si fanno mediante gli aci-di minerali. Gli acidi nitrico e min ia-