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fico non vengono quasi mai adoperatinella falsificazione dell’aceto. L 1 acidomuriatico si manifesta con una solu-zione di nitrato od acetato di' argento,la quale in tal caso intorbida il liquido,e si forma un precipitato bianco. Perriconoscere l’ acido nitrico poi occor-rerebbe saturarlo colla potassa, evapo-rare il liquore, e ottenere il nitrato sucui versandovi dell 1 acido solforico sisviluppa il gas nitroso.
§. g6. Più frequenti volte si fauso dell’ acido solforico , acido chepuossi in mille guise scoprire, ma chenel caso nostro il miglior mezzo perciò fare sarà di saturar l’ aceto col car-bonato di calce puro , dietro di cheavremo subito dell 1 acetato di calcesolubile, e del solfato di calce pocosolubile, e quindi la certezza che esi-ste il suddetto acido, imperocchéil solfato è ad evidenza formato dal-l 1 acido solforico libero dell 1 aceto ,sendo che il carbonato in discorso nondecompone già sull 1 istante i solfatiche potrebbonsi rinvenire in tale liquo-re. Di poi è mestieri provare che essoè realmente un solfato (V. questo vo-cabolo). Robiquet (Dit,. Tecn. sopracitato ) vorrebbe che il mezzo più sem-plice fosse di gettar alcune gocce d 1 i-droclorato di barite (muriato di bari-te degli antichi) in un poco di aceto, ese vi si avrà precipitato, die 1 egli, alloraavremo una prova sicura che vi esistel 1 acido solforico : il precipitato n 1 è unsolfato baritico insolubile. Ma questomezzo può facilmente indurci in erro-re, perchè l’aceto del vino contenendopur sempre parecchi solfati di calce edi potassa , darà pure con questi deiprecipitati più o meno copiosi, e per-ciò mentre tale reattivo è in gene-rale de 1 migliori per iscoprire l 1 a-cido, libero o combinato, meno valeper noi del carbonato , il quale più cer-
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tamenté lo dimostra in istato libero .— Inoltre assaggiandolo allegherà identi, e gettato sul carbone acceso man-derà un odore di acido solforoso.
§. 97. Talora l’aceto contiene an-che del rame , che si scopre versandovialcune gocce di ammoniaca pura liqui-da ( sale ammoniaco caustico ), che lofanno divenire azzurro. Se contienedel piombo, presenterà un colore diopale , come bene osservò Haggens(Lekrb. der Apolneker. §. 322 ), e siconoscerà versandovi una soluzione disolfato di soda o di potassa, o dell’acidomuriatico, i quali faranno un precipi-tato denso e bianco, che è un solfato,oppure un muriato di piombo. Si èdetto che gli aceti possano anche fat-turarsi coi solfati di ferro e di zinco , econ altri preparati metallici : ma giam-mai ci accade di vederi^ veramenteavvenire.
§.98. Una falsificazione quasi im-possibile a scoprirsi ( ci duole il dirlo )è la seguente . Si fa bollire in un vasodi terra non invetriato, del tartaro(carbonato di potassa) coll 1 acido sol-forico, il quale, unendosi all 1 alcali, nesepara l 1 acido tartaroso. Ottiensi in talmodo un liquore talmente acido di cuibastano poche gocce per dar forza amolto aceto cattivo : e questo stessoliquore mescolato con l 1 acqua serve adar forza all 1 agresto, al sugo di limo-ne ecc. Ma perchè ci vaieremo noi diquesti mezzi se altri, e tanto innocentine abbiamo , se tanto facilmente ci pos-siamo procurare i mezzi di fabbricareil buon aceto, e sene abbiamo anche al-cuni altri per migliorarlo ? (Vedi i §§. 87e 88 di questo articolo). Veramente co-storo meritano di esser trattati con tut-to il rigor della legge qualora venisseroscoperti.
F. GEBA.