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Tomo primo.
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è astringente ed alquanto tonico, divie-ne risolvente e discussivo ridotto in va-pori; che, diretti con appropriato mez-zo sopra tumori linfatici, bastaronospesso essi soli a scioglierli e fargli spa-rire ; ed è noto che alcune compressebagnate nell’ossicrato ed applicate sul-la fronte, fanno svanire quelle enfiagioniehe i fanciulli cadendo si procurano. Èpoi assolutamente falso che l’aceto pos-sa giovare nella mania e nella idrofobia,come alcuni medici, troppo facili a de-dur conseguenze, si sono indotti ad opi-nare ».

CAPO IV.

Degli Aceti composti e medicinali.

Degli Aceti composti.

§. 120. Per rendere l’aceto più ag-gradevole e più generalmente utile, ca-ricato viene della parte odorosa e sapi-da delle piante, che si ha la precauzio-ne di preventivamente mondarle, divi-derle e smungerle della soprabbondanteloro umidità, mediante una forte e pron-ta diseccazione ; diversamente, la loroacqua di vegetazione passerebbe benpresto nell’aceto in iscambio dell’ acidosomministrato dall’aceto, ciò che dimi-nuirebbe la sua azione , e l’esporrebbeben presto ad alterarsi . Bisogna ancheconsiderare , che in questo caso l’acetobianco dev’ essere adoperato in prefe-renza per la preparazione degli aceticomposti ; che d’uopo si è lasciare sog-giornare i vegetabili aromatici per bre-vissimo tempo, e che quando una vol-ta l’acido si è impadronito di tutto ciòche ne può estrarre, non vi è più tem-po da perdere per separarli, pel moti-vo ch’essi reagiscono sopra l’acido, co-

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me la feccia sul vino, e lo decompongo-no. Noi qui aggiungiamo alcuni esempidi quegli aceti, di cui le ricette si tro-vano più o meno imperfette in tutti itrattati d’economia domestica.

I Lamponi, la Serpentaria, il Sam-buco e le Rose, la Lavanda essendo stalii primi vegetabili posti a macerare nel-1 ’ aceto , sembra giusto il far conoscerele procedure secondo le quali si puòpervenire a fabbricare questi aceti, sen-za che soggetti siano a perdere in brevetempo la loro trasparenza, ed a rico-prirsi d’ una pellicola densa e viscosa,che distrugge insensibilmente la loroforza a segno, che spesso si è in neces-sità di gettarli via.

§. 121. Aceto di Lamponi . Simettono in un vaso tanti lamponi ma-turi e ben mondati, quanti esso ne po-trà contenere ; vi si versano sopra dueo tre pinte di aceto , e, dopo averli la-sciati macerare al sole per otto giorni,si getta 1 ’ aceto coi lamponi in unostaccio di crine . Il liquore vi passa ,senza essere spremuto, chiaro e impre-gnato dell’aroma del frutto, e distribui-to viene nelle bottiglie, usando la precau-zione d’aggiungervi uno strato d’ olio.

§. 122. Aceto di Lavanda. Nelgran numero di aceti dei quali fannocommercio i profumieri , noi ne citere-mo uno solo, che potrà servire di nor-ma,occorrendo, a fabbricare tutti quellidi tal genere da adoperarsi alla toeletta.

Prendete dei fiori di Lavanda sec-cati al fuoco ; riponetene mezza libbrain un vaso , e versatevi sopra quattropinte d’ aceto bianco ; lasciate il tuttoesposto al sole, e, dopo otto giorni d’in-fusione, passatene il liquore, spremete-ne fortemente la feccia, e filtratela a tra-verso della carta. Così preparato,, que-sto aceto di Lavanda , per infusione, èmolto più accetto e meno costoso che ildistillato. Si può procedere nel modo