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Tomo primo.
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spiega molla energia nell 1 arrossare letinture vegetabili di tornasole e di vio-le . E' di tal natura da non poter esi-stere senz’ acqua , la quale si valuta a14,89 sopra 100 di acido nel maggiorstato di concentrazione ; dall 1 aria cuifosse a contatto vi attrae l’umidità, e di-luito così, ovvero artificialmente, spiraun odore più soave, e spiega una grataacidità : lo che, mentre ci attesta averel 1 acido acètico molta affinità per l 1 a-cqua, colla quale infatti si unisce in tut-te le proporzioni e con «volgimento dicalorico, ci consiglia insieme di serbar-lo in vasi perfettamente chiusi, onde noniscemi della sua forza e concentrazione.Riscaldato in vasi aperti fino all 1 ebolli-zione, di leggeri si accende ed abbruciacon fiamma di tinta blo , quasi comeYalcoole , seppure vi si comunica il prin-cipio d’ignizione ; ad onta che sia for-temente odoroso, esige nullameno perbollire e ridursi in vapori che la tem-peratura ascenda ai -J-ii9°T. cent.,sicché mercè la distillazione si può sinoad un certo punto concentrare, chè leprime porzioni saranno più doviziosedi acqua in confronto delle successive.Ad un calor rovente è decomponibile,ma non in totalità, per cui, insieme al-l’acqua, all’acido carbonico, all’ ossidodi carbonio, all’idrogeno carbonato, al-lo spirito piro-acetico, si ha pure svol-to dell '‘acido acetico inalterato, e rima-ne poscia del carbone.

L’ acido acetico si combina allebasi salificabili, e forma dei compostisalini preziosi alla Medicina ed utili ul-le arti.

Metodi per avere Tacido acetico.

§. 3 . Al conseguimento dcìYacidoacetico voglionsi usare metodi differen-ti , a seconda che si ama più o menoconcentrato. Tratto dall’aceto comune,mercè la distillazione, sorte debolissimo,ragione per cui si opinò lungamente

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che costituisse un acido acetico imper-fettamente ossigenato, il quale appella-vasi Acetoso: opinione in progresso ri-conosciuta erronea, come dimostraronoAdet e Daracq.

La decomposizione dell’acetato disoda puro operata in vasi chiusi coll’a-cido solforico, somministra l’ acido ace-tico idratato il più puro, semprechè siabbia l’avvertenza d’ impiegare unaquantità di acido solforico minore diquella cui vuoisi a completamente de-comporre l’acetato di soda , perchè ovemai si trovasse 1’ acido solforico anchein lieve eccesso, una parte sarebbe com-mutata in àcido solforoso, del quale sor-tirebbe imbrattato 1’ acido acetico chedistilla. Più comunemente però si haricorso ad ottenerlo coll’ azione delsemplice calore esercitata sul deutoace-tato di rame cristallizzato e secco. A taluopo ridotto questo in polvere, se necarica una ritorta di grès a due -f- del-la propria capacità, e disposta sopraun fornello a riverbero, vi si applica unaallunga che termini in un pallone im-merso nell’ acqua fredda , e munito dialtro tubo capillare. Lutate le connes-sure, si riscalda gradatamente la storta,e si mantiene al calor rosso-scuro fin-ché più non si svolgano materie gasose,delle quali necessita promuovere la con-densazione mercè i soliti mezzi frigori-feri . Torna assai facile il comprenderei risultamenti di questa operazione: ilcalore,allontanando fra loro le molecoledell 'acido acetico,e quelle del deittossi-do di rame, le sottrae alla sfera di reci-proca loro attrazione; ma alla tempera-tura in cui ciò addiviene, l’ossigeno del-1’ ossido di rame può reagire sugli ele-menti dell’acitfc» acetico, ed una porzio-ne di quest’ultimo (ì), venendo de-composta, vi genera dell’acqua, dell’ a-cido carbonico, del gas idrogeno-carbo-nato, dello spirito piro-acetico, le quali