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Us^ e modo di conservarlo.
Limonata secca. Sugo depurato .
§. 5. L ’acido citrico viene impie-gato nell’ arte tintoria per avvivare ai-
bile quantità di calce. Ma qualora vi fos-se questo sospetto, può essere immediata-mente verificato collo sciogliere alcuni cri-stalli di acido nell’acqua, e poscia satura-re la soluzione coll’ ossalato di ammonia-ca, la quale precipiterà la calce ove siain forma palpabile.
Vi ha un altro punto che risgnardaquesta operazione, come ben riflette ilPozzi (Diz. di Chim. t. i, pag. 88 ), e chemerita di essere conosciuto, il quale con-siste nel trattamento dell’acqua madre.Nelle manifatture di ogni specie di sale ,il profitto dipende moltissimo dalla eco-nomia con cui si usa nel ridurre quello aforma solida e ben condizionata. Su talerapporto, l’alto prezzo dei cristalli, e lespeciali difficoltà dipendenti dalla riduzio-ne di siffatti liquori residui, rendono que-sta parte importante per quelli che ope-rano in grande. Allorché quest’acido saràbollito a sufficienza perla cristallizzazione,il piccolo eccesso di acido solforico carbo-nizzerà una porzione o dell’ acido o deliamucilagine, e quindi, quando diverseporzioni dell’acido saranno concentrate, visarà, per ultimo, una considerabile quantitàdi acqua madre,' incristallizzabile e neris-sima. Ma regolandosi nella seguente ma-niera, si potrà ottenere tutto i’ acido chesi ritroverà ed in begli e puri cristalli. Sidiluisce l’acqua madre in dieci o dodicivolte il suo volume d’ acqua che vi si me-scola intimamente; allora vi si aggiungedella calce e si procede, come si è già det-to parlando dei sugo di limoni recente. Èpoi necessario di lavare il prodotto delcitrato di calce con diverse e successiveporzioni d’ acqua ; e se ne otterranno beicristalli, come si è indicato superiormente.
Secondo Parkes 4 ventipalloni (t>. l’art.Misure ) di buon sugo di limoni sommi-nistrano generalmente 18 libbre di citra-to secco di calce, e questo fornisce diecilibbre di buoni e bianchi cristalli di acidocitrico.
II buon sugo di limoni di commerciodeve avere il peso specifico di i,o 3 i 2 finoa 1,0625, però viene, anche questo falsifica-to or coll’acido solforico, or coll’acidomuriàtico, e più di frequente coll’acidoacetico.
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cimi colori , e serve principalmente £fissare il dilicato color rosa del carta-mo ( 1 ). Ridotto in polvere misto a zuc-chero ? ed aromatizzato con qualche
Le falsificazioni dell’ acido solforicosi scoprono coll’ acetato di piombo, quelledell’ acido muriatico col nitrato d’argento;e Parkes rinvenne che il miglior mezzoper verificare la sofisticazione dell’ acidoacetico si è quello di saturare il liquidocolla creta, ed esaminarne poscia il pesospecifico della parte soprannotante ; impe-rocché sciogliendosi una parte di calcedall’acido acetico deve questo essere aumen-tato in peso nel caso della falsificazionein discorso.
Parkes assicura che si ottengono deicristalli romboidali fino dalla prima bolli-tura, ma ordinariamente, conducendo ilprocesso come al solito, saranno foschiquasi come lo zucchero il più bruno ; ap-punto perchè, durante la operazione, lamucilagine , che non sarà stata sufficien-temente tolta colla lavatura del citrato dicalce prima di essere trattato coll’ acidosolforico, avrà sofferto la combustione.
Anche questi cristalli servono benealla maggior parte degli usi. Nondimenoalcuna volta si preferisce di avergli affattopuri, e ciò si ottiene disciogliendogli ecristallizzandoli per tre o quattro volte suc-cessivamente nell’acqua pura, avendo la mi-ra d’impiegare soltanto quella quantità diacqua che sarà assolutamente necessaria perdisciogliere i cristalli, e lasciandovi temposufficiente affinchè le impurità si deponga-no prima di porre la soluzione a cristalliz-zare. Se poi la prima soluzione dei cristal-li bruni si farà passare attraverso una pelle,si risparmierà due o tre lavature nell’acquapura e si avranno fin dalle prime dei cri-stalli bianchissimi e solidi. f. gera.
(1) Guhliche raccomandò da qualchetempo per uso delle tintorie uno spiritoacido vegetabile (vegetabile acid, spirit. ),il quale si apparecchia nel seguente modo.Si tagliano i limoni, pelati, in fette, e sibagnano con dell’aceto buonissimo in unvaso di metallo o di marmo ; quindi si spre-me il sugo col mezzo di un panno di lana,e poscia lo si feltra per la carta. Affinchèquesto apparecchio, che nel modo anzidet-to è attissimo.ad essere impiegalo, pos-sa conservarsi a lungo, si tiene il fluido pertanlo tempo al sole « fino a che se ne siadeposto un sedimento, e si sia chiarificato ;