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celebri osservatori, rimane ancora granjdubbio sulla esistenza e la strutturadegli organi sessuali di questi Vegeta-^bili i a questa classe appartengono leilue famiglie de' Muschi , e delle Epa-tiche, ossia Fegatelle.
Nella 3 . a classe finalmente, l’em-brione olire nel suo sviluppo un’ap-pendice laterale che presenta una gran-de analogia con un cotiledone ; havviuna plumula, ed una radicetta distin-ta ; il l’usto è provveduto di vasi e difoglie. — L’esistenza degli organi ma-schili e femminei sembra bene prova-ta in alcune delle famiglie eh’ essaabbraccia, e particolarmente in quelladalle Marsillacee. In altre famiglie perlo contrario, come quella delle Felci,non si è potuto scoprire nulla di ana-logo a tali organi, sebbene i rapportiintimi che uniscono questi due diversiordini, non permettano quasi di du-bitare della loro esistenza. Le cinquefamiglie che appartengono a questaclasse, sono le Characee,le Equi seta-cee, le Felci, i Licopodi, e le Marsi-liacee.
Ad. Bhongbuart.
ACQUA ( Min. Zool. Bot. )
§. i. L’ acqua è il corpo, il cuistato fisico è il più suscettivo a modi-ficarsi per l’azione del calorico, poichéa diversi gradi di temperatura poco di-stanti, essa è o solida, o liquida o ga-sosa. La sua congelazione, naturalmen-te o artificialmente operata, è il puntodi partenza dei termometri più usita-ti. Di sotto da quel termine, 1 ’ acquaacquista una solidità di più in più con-siderabile, e presenta tal volta dei cri-stalli abbastanza netti, perché siasi cer-cato di determinarne le forme ; ma leosservazioni, per così dire, contraddit-torie dei fisici a questo proposito, nonhanno ancora somministrato risulta mentisoddisfacenti intorno alla forma primi-
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jtiva alla quale riferire si possono i cri-stalli di ghiaccio. Secondo le osserva-zioni di Moine-de-Lisle, Bosc e Ilaiiy,la forma primitiva è 1’ ottaedro regola-re. Il primo aveva fatto notare che gliaghi di ghiaccio, sia nell’ acqua che sicongela, sia su i vetri, s’ incrocicchia-no sotto gli angoli di sessanta e centoventi gradi. De’grani di gragnuola, ca-duti presso Parigi in luglio 1788, fu-rono studiati da Bosc: presentavanonel loro interno certe specie di nucleo,coperto di picciole piramidi da quat-tro facce che facevano parte di ottaedriallungati; ma, dall’altro canto, Ilassen-fratz e Cordier hanno parlato di cri-stalli di ghiaccio in prismi esaedri re-golari nettissimi, e tale forma è incom-patibile con 1’ ottaedro regolare consi-derato come forma primitiva. Ciò chedimostra ancor più la incertezza nellaquale ondeggiamo a questo proposito,si è la proprietà che Malus riconob-be nel ghiaccio di presentare la dop-pia reflazione. Ora, si sa che i corpi,il cui nocciolo primitivo è il cubo ol’ottaedro regolare, puuto non godonodi simile proprietà. Ma essa esiste inmodo pronunciatissimo nei cristalli disolfo ottaedrici, a triangoli scaleni ; e,secondo il professor e Alessandro Kron-gniart, sembrerebbe che i cristalli dighiaccio osservali da Bosc avesserocon questi grandi rapporti, di manierache siffatta osservazione, se la si de-scrivesse di nuovo, e venisse spessocon diligenza ripetuta, potrebbe get-tare qualche lume sulla forma cristalli-na dell’ acqua. Tale è lo stato deliacontroversia ; lo scioglimento non puòdipendere se non se da un’osservazio-ne, il cui destro si riprodurrà assai dirado , non potendovisi giunge!e permezzo del clivaggio, da poi che la strut-tura del ghiaccio è sempre vetrosa.
§. a. La struttura dell' acqua so-