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Tomo primo.
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molle ricerche sulla distillazione, de-scrive due procedure assai strane, daesso però trovate in opere antiche.Queste due procedure consistono, l’unanel ricevere i vapori in tubi lunghi etortuosi , immersi nell’ acqua fredda ,l’altra nel collocare un cappello di ve-tro a becco sulla cucurbita. Il passo diGirolamo Rubeo è notabile, perch’ eglipreferisce i tubi lunghi e contorti, coiquali, per suo avviso , si può otteneremercè una sola distillazione uno spi-rito di vino assai puro , che, secondolui pure, con altri apparati non si avreb-be giammai, se non mediante distilla-zioni reiterate. ( De distillatione , §. II,cap. II, edit. Basii, del i 568.)

§. i 8 . Giambattista Porta , na-politano, che viveva verso la fine delsecolo XVI, stampò un trattato , deDistillationibus , in cui considera que-st’operazione sotto tutti gli aspetti, ap-plicandola a tutte le sostanze, che nesono suscettibili, e descrive diversi ap-parali, secondo i quali con una solariscaldatura si possono ottenere a pia-cimento tutti i gradi di spiritosità del-l’alcoole. Il primo di questi apparaticonsiste in un tubo contorto a serpen-te, collocato sopra la caldaia ; il secon-do è composto di cappelli collocati unosopra l'altro, e aventi lateralmente unaapertura, alla quale adattato viene unbecco", che va a terminare nel recipiente.

Osserva egli, che con questo mez-zo si può ottenere un grado qualunquedi spiritosità, mentre le parti acquosesi condensano al basso, e le parti spiri-tose si sollevano più in alto.

§. i 9 . Siffatte procedure però dif-feriscono ben poco da quelle, che, se-condo Rubeo } si usavano presso gli an-tichi.

§. 10 . Nicolò Lefévre , che fio-riva verso la metà del secolo XVII,pubblicò (nel 1 G5 1 ) la descrizione d’un

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apparato, col quale egli ottenne con unasola operazione l’alcoole il più puro diflemma. Quest’ apparato è compostod’un lungo tubo che si forma di variipez^i, calzanti l’uno nell’altro a zigzag ;una dell’estremità è adattata alla caldaia,e l’altra va a terminare in un cappello;il becco del cappello trasmette il vapo-re in un’ aggiunta, che attraversa unabotte ripiena d’acqua fredda ; ivi i va-pori si condensano, e scolano in un re-cipiente.

§. 21 . Il dottore Arnauld diLio-ne , nella sua Introduzione alla Chimi-ca , ossia alla ocra .Fisica, stampala neli655, presso Cl. Prosi a Lione , ci dàalcuni principii eccellenti sulla composi-zione dei fornelli, la fabbricazione delloto, la maniera di condurre il fuoco,la calcinazione e la distillazione, da es-so chiamata una sublimazione umida.Egli suggerisce 1’ uso delle caldaie bas-se, come facilitanti la evaporazione; par-la della trasformazione dell’acquavite inispirito di vino mediante ripetute di-stillazioni, o mediante una distillazionea bagno-maria , eguale a quella che noiadoperiamo in oggi per distillare lesostanze, di cui la parte spiritosa s'alzaad un calore inferiore a quello dell’ a-cqua bollente : parla egli anche del ba-gno di vapore , o di rugiada,

§. 22 . Giovanni-Ridolfo Glau-ber , nel suo trattato intitolato : Descri-ptio artis distillatoriae novae, stampa-to in Amsterdam nel 1 65 8 ,presso Gio.Janson , ci fa conoscere certi apparati,nei quali si trova il germe di varie pro-cedure, che furono perfezionale ai no-stri giorni. L’uno consiste nel trasmet-tere i vapori sollevati dalla distillazionein un vase circondato d’ acqua fredda,da questo primo vase fa passare quel-li, che non sono condensati, in un se-condo comunicante col primo per mez-zo d’un tubo ricurvo, da questo secon-